Sicurezza
Dedicata al maestro la nona edizione di “Raniero con noi”
Lo scrittore aveva partecipato tre volte agli incontri alla Piana del Riccio
LA LETTERA
In queste ore in cui c’è un unanime cordoglio per la scomparsa di Andrea Camilleri vorremmo far sentire anche la nostra voce ed i nostri pensieri affettuosi e pieni di riconoscenza nei confronti di questo grande uomo che ha sempre deciso di rimanere persona anche quando la sua fama l’aveva reso personaggio. Frequentava da tanti anni l’Amiata, precisamente Bagnolo, mentre noi abbiamo da cinquant’anni una casa a Marroneto, quindi d’estate ci ospitava lo stesso comune, quello di Santa Fiora. Raniero Amarugi era scomparso nella primavera del 2010 e l’estate successiva abbiamo pensato di organizzare una festa, perché da subito abbiamo voluto mantenerne vivo il ricordo attraverso un evento che lo rappresentasse in una mescolanza di “sacro e profano” così come era la sua forte personalità che rendeva empatico a tanta gente un uomo che sapeva parlare “all’alto e al basso”. Per questo abbiamo organizzato dibattiti, presentazioni di libri, ma anche teatro per bambini, gare di briscola. E ci è venuto in mente un progetto ambizioso: coinvolgere nientepopodimenoché... Andrea Camilleri! Abbiamo osato coltivare questo sogno sia per la condivisione territoriale dell’estate, ma soprattutto perché sapevamo che questa grande figura aveva comunque delle forti affinità di pensiero con il nostro Raniero. Siamo riusciti ad ottenere un appuntamento nella sua casa di Bagnolo ed abbiamo esordito così: “Ci scusi se siamo venuti a scassarle i cabbasisi!”. E sorridendo lui si è dichiarato subito disponibile a partecipare (e per tutti e tre gli anni lo ha fatto a titolo gratuito). Era il 2011 e dalla nostra Piana del Riccio è partita la campagna “L’Italia sono anch’io! ” per il riconoscimento dello ius soli di cui Camilleri è stato tra i promotori a livello nazionale. L’anno successivo ha partecipato ancora, per parlare di mafia (ricorreva il ventennale di Capaci e via D’Amelio) e per scoprire la targa che ricorda il nostro Raniero. I problemi alla vista erano già molto gravi, quindi è stato necessario guidargli la mano, e poi quando ha saputo della frase della targa (“Il parco di Raniero: luogo d’incontri, di pensieri e di amicizia”) ci ha fatto i complimenti. Ma Camilleri ci ha onorato della sua presenza anche l’anno successivo, e questa volta il titolo era: “La Costituzione? Mandata in vacca! ”. Non importa sottolineare quanto sia stato bello vedere tanta gente in quei tre anni consecutivi ad “abbeverarsi” alle sue parole: la Piana del Riccio era strapiena di gente che veniva sicuramente a vedere il “padre di Montalbano”, ma soprattutto ad ascoltare tutta la saggezza, l’intelligenza, la cultura di un uomo che non era mai venuto meno all’impegno civile, come ha fatto fino a quando la malattia ha zittito per sempre la sua voce. E questa voce ci mancherà... tanto. Tutti i suoi insegnamenti, i suoi scritti, saranno sempre patrimonio delle persone alla cui testa e al cui cuore ha saputo sempre parlare con profondità, con semplicità, rendendolo popolare. Anche se non voleva essere chiamato maestro noi ugualmente diciamo: grazie, maestro per tutto quello che ci hai dato! E questa edizione di “Raniero con noi” (la nona) la dedicheremo a te. —
La famiglia
Amarugi/Buzzani
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