Sicurezza
Crollo dei redditi e fatturati all’osso, i numeri della crisi
L’analisi della Camera di commercio sugli ultimi 10 anni. L’agricoltura supera l’edilizia, anche il turismo è in calo
Il titolo dato all’evento è eloquente, specie se pensiamo a quali territori fa riferimento. “Dieci anni dalla grande crisi”: è questo il tema scelto in occasione della 17esima giornata dell’economia organizzata dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, che appunto racchiude in sé le province di Grosseto e Livorno. Quanto ha morso la crisi? Basta un dato per raccontarlo: dal 2008 al 2018, le attività produttive comprese in quest’area hanno visto bruciare un valore aggiunto che si aggira attorno ai 140 miliardi di euro. Un numero roboante che è risuonato nel capoluogo labronico dove è stato organizzato un dibattito a cui hanno preso parte tutti i soggetti interessati da questo decennio di crisi e il primo dato che emerge è poco incoraggiante: in tutta la Toscana, la costa è l’area che stenta maggiormente a dare segni di ripresa. «La crisi iniziata dieci anni fa ha trasformato la nostra economia e il nostro modo di vivere e fare impresa», spiega il presidente Riccardo Breda.
I numeri illustrano questo quadro meglio di qualsiasi parola. Per la provincia di Grosseto, già nel 2010 si assiste a un pieno recupero che risulterà d’altro canto transitorio perché, tra il 2011 ed il 2014, il valore aggiunto crolla pesantemente. Dal 2015 la ripresa è lenta, ma costante fino al 2018, anno che si chiude con un valore nominale della ricchezza prodotta leggermente superiore alla soglia pre-crisi, mentre in termini reali risulta ancora ampiamente inferiore. Una crisi che dal 2010 si fa sentire anche sul mercato del lavoro, sebbene l’anno più nero sia stato il successivo, con un calo dell’occupazione pari al –4, 5%, una perdita che il territorio riesce a recuperare soltanto nel 2015.
Si tratta però di un “periodo felice” che dura soltanto due anni: in tempi più recenti si assiste a una nuova contrazione occupazionale, particolarmente pesante nel 2017. È cambiato anche il mondo del lavoro in Maremma, con l’agricoltura che rispetto a dieci anni fa ha superato l’edilizia, sebbene uno dei settori principali resti il turismo. Ma anche qui ci sono note stonate: tra il 2009 e il 2018 le presenze sono in lieve calo, con la componente straniera ha progressivamente e parzialmente sostituito quella italiana: in Maremma cresce dal 25,2% del 2009 al 27,7% del 2018.
Nel solo confronto 2018/2009 i turisti italiani sono calati del 4,6% a Grosseto, gli stranieri sono cresciuti, del 9% per cento. In mezzo a tanti numeri offerti dalla Camera di Commercio, poi, risalta una parola, “devastante”, legata al reddito delle famiglie. Riguardo a quello pro capite reale si è avuto un crollo pesante dal 2009 al 2013, senza più tornare sui livelli pre-crisi, con pesanti ripercussioni sui comportamenti delle famiglie gravate anche dalla mancanza di un’adeguata dinamica salariale e dalle difficoltà occupazionali. E se il morso si è fatto sentire maggiormente sulla costa, sostengono i relatori, questo è da collegare alla grave e annosa carenza infrastrutturale, intesa come il porto Darsena a Livorno e soprattutto alla realizzazione di un corridoio tirrenico lungo l’Aurelia. Ma ci sono anche altri fattori, come una popolazione maggiormente anziana. In questo contesto, come guardare al futuro? «È necessario oggi più che mai portare avanti un progetto comune, teso a promuovere il territorio anche sotto l’aspetto dell’attrazione di investimenti – continua Breda – I territori di Livorno e di Grosseto hanno ciascuno le loro priorità, ma quello che intendiamo ottenere è un obiettivo comune». —
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