Sicurezza
Blitz dentro al bar per arrestare lo spacciatore in fuga
Nuovi dettagli sull’inchiesta dei carabinieri dell’Argentario I tre uomini in carcere non rispondono alle domande del gip
Per prendere Abderahman Jarmouni, il ventenne finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri sullo spaccio di hashish e cocaina tra Grosseto e l’Argentario, i militari sono arrivati a Grosseto anche con le auto in borghese. L’arresto è scattato martedì pomeriggio, in un bar vicino al centro, dove il ragazzo era appena entrato. Poco distante c’erano mamme e bambini, ma nessuno si è quasi accorto di cosa stesse succedendo. Una ventina di carabinieri della stazione di Porto Santo Stefano e del nucleo operativo e radiomobile di Orbetello sono arrivati a Grosseto: molti di loro erano in borghese, avevano seguito il ragazzo e lo avevano visto entrare nel bar tabacchi. Gli sono arrivati alle spalle e lo hanno portato via, senza che avesse nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo. Lo stesso è successo con l’altro spacciatore finito in carcere, David Mercedes, 44 anni dominicano, che è stato arrestato nella stazione di servizio dove lavora, in città. Poi è toccato a Emanuele Galazzo, il trentatreenne di Porto Santo Stefano che è stato trovato a casa dai carabinieri dove era appena rientrato da Ascoli Piceno.
Il giovane nordafricano, che viveva all’Argentario, da qualche settimana aveva cercato di far perdere le proprie tracce ed era rientrato a Grosseto. I militari, una volta terminate le intercettazioni, hanno continuato a tenerlo d’occhio: secondo gli investigatori c’era infatti il rischio che scappasse e che facesse perdere le proprie tracce.
Il ventenne ora è nel carcere di via Saffi insieme agli altri due uomini: sono tutti accusati di spaccio. Ieri mattina Abderahman Jarmouni, difeso dall’avvocato Alessandro Bartolozzi, David Mercedes, difeso dall’avvocato Elena Pellegrini ed Emanuele Galazzo, difeso dall’avvocato Tommaso Spada, non hanno risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Giovanni Muscogiuri. Il giudice ha rigettato la richiesta di attenuazione della misura cautelare per i tre arrestati che, al momento, resteranno quindi in carcere. —
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