Gioco
Avvocato sotto attacco di hacker «Sono in Africa datemi 800 euro»
GROSSETO. «Sono in Costa d’Avorio e ho bisogno di aiuto, puoi mandarmi 800 euro?». La mail arriva dalla casella postale di un avvocato grossetano finito nel mirino degli hacker, i quali hanno piratato la sua posta elettronica spedendo messaggi a nome suo. È partita la segnalazione alla polizia postale. Tutto comincia con una prima mail, partita dal suo indirizzo la notte tra mercoledì e giovedì all’indirizzo (pare) di parecchia gente.
«Salve, stai bene? Devo chiederti un favore. A presto». Firmato “avvocato”… (segue il suo nome e cognome). Il messaggio è all’apparenza normale. Lo firma lui - un avvocato del foro di Grosseto - e l’indirizzo mail è proprio il suo, ma a spedire i messaggi è un hacker. La sua casella di posta elettronica è stata presa in ostaggio dai cybercriminali che vi hanno fatto intrusione, gli hanno carpito le password, gliele hanno cambiate e si sono messi a spedire a suo nome mail di richieste d’aiuto a una “platea” potenzialmente enorme di destinatari. Forse centinaia. «Ho migliaia di contatti di posta elettronica», dice lui, che dalla notte alla mattina si è trovato subissato di chiamate da parte di chi chiedeva spiegazioni: privati e aziende. C’è chi non ci è caduto e ha capito che era un virus («ai miei amici è parso strano che mi firmassi come “avvocato”»). In tanti l’hanno chiamato per sapere cosa succedesse («sono stato subissato di telefonate») e c’è chi ha risposto alla “sua” mail con un’altra mail per chiedere lumi. «Di quale favore ha bisogno, avvocato?».
E qui si è aperto un altro scenario. «A chi ha risposto alla mia presunta prima mail – dice sempre l’avvocato – è arrivata una seconda mail sempre a nome mio (ma io non ero ovviamente), nel quale sempre il mio profilo hackerato rispondeva: “Sono in Costa d’Avorio, mandami 800 euro”». Un hackeraggio partito grazie al furto di credenziali e culminato nella richiesta di soldi mascherata da una disperata richiesta d’aiuto. «So per certo che ci sono state 2 o 3 richieste di soldi, spedite dal mio indirizzo, a quelle persone che avevano risposto alla prima mail. Non se dire se ve ne siano state di più e mi auguro di no». Inutile raccontare il disagio, perché oltre a dover gestire tutte le chiamate, i messaggini e le richieste di spiegazioni, il legale si è ritrovato la casella di posta elettronica bloccata perché gli hacker gli avevano cambiato le password d’accesso. Lui aspettava atti e mail: il lavoro è andato in tilt. Intanto «ho dovuto resettare gli account, modificare i pin, avvisare i destinatari (privati e aziende) di essere sotto attacco e contattare il gestore della mail per farmela sbloccare». Occhio agli hacker, mai rispondere alle mail sospette. E aggiornare gli antivirus. —
Elisabetta Giorgi
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