Il Tirreno

Grosseto

il ricordo 

«Quella volta che lo andai a trovare e volò una pietra che per poco non mi colpì»

La testimonianza di un amico del medium, che lo ha conosciuto e stimato  «Chiacchieravamo nell’ufficio quando successe...» 

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GROSSETO. Di Marcello Bacci traccia un ricordo pieno d’affetto l’amico Andrea Pasotti. «Essendo stato amico di Marcello per più di vent’anni – dice – anche se con frequentazione non assidua, mi sembra doveroso portare la mia testimonianza, partendo innanzitutto dall’esperienza del “tavolo medianico”, in cui un solidissimo tavolo di legno che si sarebbe faticato ad alzare anche ponendoci le mani sotto svolazzava allegramente...», passando poi «alle trance di Marina (moglie di Marcello), che praticamente si strozzava in quei frangenti e che quindi tutto poteva fuorché fingere; fino alla radio, naturalmente, dove alcune comunicazioni più chiare evidenziavano una evidente e incontestabile coerenza al contesto del discorso, fino ad instaurare veri e propri dialoghi con domande e risposte menzionando per nome e cognome i soggetti del caso...».

Pasotti ricorda una volta in cui «ero andato a trovare Marcello ed eravamo solo io e lui nel suo ufficio dietro casa. Chiacchieravamo da un’ora abbondante senza che accadesse assolutamente niente. A un certo punto squilla il telefono ed è la madre di un ragazzo morto (ma forse, a questo punto, sarebbe più opportuno dire “che ha lasciato il corpo”), e che si manifesta con la radio: passano pochi secondi e da un’altezza approssimativa di tre quarti del soffitto si materializza una pietra (col caratteristico suono “flop”), che per poco non mi prende in faccia. Con tutta noncuranza, Marcello mi passa la cornetta del telefono e mi dice: “Ecco, diglielo!”; e io, praticamente sbigottito e ancora senza parole: “Sì, Signora, effettivamente...”: al che, lei, dall’altro lato della cornetta: “Sì, sì, lo so, è normale!”».

Insomma, era volata una pietra, dice Pasotti, che ancora ricorda con stupore l’episodio. «Lo trovo particolarmente significativo; Marcello non si attendeva assolutamente quella telefonata, e quindi a tutto poteva pensare meno che alla materializzazione di una pietra, mentre anche quella madre non credo che abbia telefonato portando dentro di sé l’istanza che quella pietra si materializzasse. E, poi, comunque, perché proprio in quel momento?». Domande senza risposta; tanti elementi che «mi fanno dire con fiducia, arrivederci Marcello...».



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