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Poggi del Sasso piange l’amico “Ciompi”, il barista cantastorie
POGGI DEL SASSO. Poggi del Sasso è in lutto per la scomparsa, venerdì 12 luglio, di Benito Bernardini, soprannominato “il Ciompi”. In una lunga lettera, inviata ieri al Tirreno, il paese ricorda uno dei personaggi che più lo caratterizzavano con affetto e simpatia, come se fosse il protagonista di una delle storielle che lui stesso, a suon di fisarmonica, cantava.
«Bernardini – ricordano i compaesani – nasce ad Arcidosso il 16 ottobre 1933. Cresce a Castiglioncello Bandini, luogo d’origine della famiglia, fino al matrimonio nel 1958 con Marisa Alessandri di Poggi del Sasso, paese in cui si trasferisce definitivamente. Fin da ragazzo esercita l’attività di cantastorie insieme a Eugenio Barbagli andando a giro per le feste dei paesi limitrofi. Una volta trasferito a Poggi del Sasso, con casa ai Poggi Alti prima nel Borgo e poi nell’abitazione di Celide Birigazzi, inizia a fare l’operaio per la tenuta dei Terzi d’Ombrone.
Dopo l’acquisto di un pezzo di terra dall’allora amministratore dei terzi Lauro Barzagli, decide di costruire lo stabile ai Poggi Bassi in via Vicarello 1 come abitazione e rimessa dei camion (da notare i soffitti alti). Nel frattempo, dopo la chiusura da parte di Fruzzichino e Fine del loro bar ristorante sull’attuale piazza Massari, e in seguito a una riunione di paese, decide di avviare con la moglie Marisa l’attività del bar ristorante nel 1974, anche se lui rimaneva comunque fedele ai camion e al commercio itinerante.
Tra un lavoro e l’altro nascono Claudio, Carlo e infine Cristina.
Alla fine degli anni Settanta la decisione: aprire una sala da ballo, la sala Bernardini. Erano anni in cui il ballo del liscio andava di moda e proprio qui, in questo paesino sperduto, si riversavano persone da tutta la provincia di Grosseto.
La sala stava aperta tra ottobre e aprile: Marisa ai fornelli e al banco insieme alle aiutanti cuoche, come Alvenise e Caterina, Benito al bar e alla cassa, il figlio maggiore Claudio in sala aiutato dai bigliettai Edda, la tuttofare del paese, e Paolo, lo spazzino.
La particolarità del barista cantastorie stava nel fatto che i prezzi erano variabili a seconda del tempo e degli umori: un panino nel giro di cinque minuti cambiava tre prezzi.
In questa sala, ancora oggi in funzione, sono venuti ospiti d’eccellenza come Mike Bongiorno, orchestre dall’Emilia Romagna e teatranti vari oltre a tutta la gente della provincia». —
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