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marina di grosseto 

Limite antibuche a 5 km orari: un record Il test per rispettarlo fallisce, però...

Il cartello con il segnale di limite di velocità a 5 chilometri orari all'incrocio tra via dell'Argentario e via Capraia e, a destra, 
Luciano Mattarelli, portavoce nazionale dell’Anvu - Associazione professionale polizia locale d’Italia
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Il cartello con il segnale di limite di velocità a 5 chilometri orari all'incrocio tra via dell'Argentario e via Capraia e, a destra, Luciano Mattarelli, portavoce nazionale dell’Anvu - Associazione professionale polizia locale d’Italia

L’Anvu: «Anche pedoni e ciclisti possono essere multati, ma raddoppiando la velocità si rispetta comunque la legge»

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MARINA DI GROSSETO. Il tocco sull’acceleratore deve essere leggero come una piuma. E, ad ogni modo, la lancetta del tachimetro schizza su, incontrollata, anche per lo sballottamento dell’intera auto su e giù per dossi e buche. Alzi il piede, il motore boccheggia. Premi la frizione, la lancetta del tachimetro si abbassa. Guardi fuori dal finestrino, hai percorso tre metri.

Rispettare il limite di velocità di 5 chilometri orari che il Comune di Grosseto ha imposto in cinque strade particolarmente disastrate di Marina di Grosseto, zona Rosmarina a causa delle radici dei pini e della scarsa manutenzione da anni – in attesa di un rifacimento che non si sa quando arriverà – è impresa ardua. Il Tirreno ci ha provato, con miseri risultati. Andare così piano in auto non è facile.

Ma, poi, d’altro canto, la polizia municipale riuscirebbe a misurare velocità così lillipuziane? E una bici rischia anch’essa di essere multata se sfora i 5 chilometri orari? E, infine, si è mai visto, su suolo nazionale, un limite tanto minuscolo?

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Il Tirreno lo ha chiesto a Luciano Mattarelli, portavoce nazionale dell’Anvu - Associazione professionale polizia locale d’Italia. Che per prima cosa fornisce una notizia di colore: il limite imposto in alcune strade di Marina potrebbe essere un record nazionale. «Per la mia esperienza – spiega Mattarelli – ricordo un limite di velocità di 7 chilometri orari che vidi qualche anno fa nel nord Italia. Altri non ne ricordo».

Non deve stupire, aggiunge però subito Mattarelli, un limite così mignon. Al “ribasso” della velocità non ci sono limiti.

«La legge – spiega Mattarelli – stabilisce le limitazioni fisse. Sono 130 chilometri orari in autostrada, 110 in strade extraurbane principali, 90 sulle extraurbane secondarie, 50 nelle strade urbane. Poi ogni ente può imporre limiti più bassi, purché ci siano delle motivazioni».

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Ma in base a cosa un Comune decide di fissare a 5 chilometri orari, ovvero una passeggiata a passo svelto, la velocità massima in una strada? «Non ci sono parametri fissi – spiega il portavoce dell’Anvu – c’è però una tabella, che il ministero dei trasporti pubblicò qualche anno fa, che indica quali aspetti si possono valutare per decidere poi quale velocità consentire. Tra questi aspetti ci sono la larghezza della strada, la mole di traffico, se ci sono attraversamenti, gli eventi meteorologici a cui è esposta. Ovvio che, come in tutte le cose di Diritto, il limite deve essere congruo a ciò che vai a tutelare. Insomma, non è che un ente può stabilire un divieto o un limite particolarmente basso perché non ha intenzione di occuparsi di una strada». Nel caso di Rosmarina i nuovi limiti di velocità sono, a detta del Comune, solo temporanei, nell’attesa che si facciano i lavori per sistemare l’asfalto.

Nel frattempo occhio all’autovelox. «Misurare velocità anche così piccole è certamente possibile – spiega Mattarelli – e poi l’articolo 141 del codice della strada prevede che la valutazione della velocità può essere fatto anche a occhio. Del resto, quando l’autovelox non era ancora stato inventato, le multe per eccesso di velocità venivano fatte lo stesso».

E attenzione: «Anche ciclisti e pedoni possono essere multati per eccesso di velocità», dice Mattarelli.

Quanto alle difficoltà per gli automobilisti a guidare a passo di lumaca, il portavoce nazionale dell’Anvu fornisce una piccola, ma utile “dritta”. «L’articolo 142 del codice della strada – spiega Mattarelli – prevede che, sotto i 100 km orari, ci siano 5 chilometri orari di tolleranza». Cioè, alla velocità registrata dall’autovelox vanno sottratti 5 chilometri orari. «Quindi, nelle strade in cui la velocità è al massimo a 5 chilometri orari, si può viaggiare fino a dieci e, in caso di contestazione, si rientrerà comunque nel limite».

I cittadini intanto domenica 14 luglio hanno avviato una raccolta firme e vogliono presentare un esposto in procura. —
 

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