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I miasmi invadono il centro storico Valanga di proteste «Non si respira»

Francesca Ferri
I miasmi invadono il centro storico Valanga di proteste «Non si respira»

Il picco ieri intorno alle 12 con la città piena di turisti Segnalazioni anche dalla zona di via Liri e da via Adamello

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Un odore acre che brucia la gola, disturba l’olfatto, solleva tanti interrogativi e preoccupa. Ieri Grosseto è stata di nuovo invasa dai miasmi riconducibili, come appurato dal tavolo tecnico interistituzionale di Asl, Arpat e Comune, all’attività degli otto impianti a biogas che cingono Grosseto.

I puzzi sono arrivati fino in centro storico, in corso Carducci, gremito di grossetani e di turisti che, complice la giornata nuvolosa, ne avevano approfittato per una visita al capoluogo.

Chi intorno alle 12 si trovava in centro lo ha potuto testare con il proprio naso. E tantissime sono state anche le telefonate arrivate in redazione di chi segnalava la puzza, il disagio e la rabbia.

«Ho 77 anni, non vado più tanto in giro. Oggi (ieri per chi legge) avevo tentato di andare in centro, sono arrivata, c’era una puzza irrespirabile e sono ripartita subito perché cerco di risparmiare i miei polmoni», dice Cristina Camozzi.

«Abito in via Buozzi – prosegue – e anche lì ci sono notti in cui devo tenere chiuse le finestre dal puzzo e dall’aria acre e irrespirabile che entra in gola. Io soffro di asma. E “purtroppo” senza respirare non si può stare. L’unica cosa buona che c’era in maremma era l’aria e ce l’hanno tolta».

Non è andata meglio in via Liri (segnalazione di Luigi Bisello) e in via Adamello.

«Da tre giorni si sente la puzza – dice Michela Fiorini che abita in questa strada – e da stamani (ieri) ho una nausea terribile e un mal di testa scoppiato stanotte. Non sono padrona di aprire la finestra e mi tocca stare chiusa dentro e accendere l’aria condizionata. Anche nella zona della Cava di Roselle, qualche sera fa, arrivava questo odore nauseabondo, come di gomma bruciata: mi sono stupita che si sentisse anche lì. Non si resiste più».

Michela, come molti, ha affidato la sua segnalazione anche a Facebook, sul popoloso gruppo “Cara Grosseto”, ricevendo conferme delle sue segnalazioni ma anche qualche voce critica.

«Ci sono persone che mi hanno criticata per averlo detto su Facebook perché, dicono, “non si fa buona pubblicità”. Come se i turisti fossero scoraggiati a venire da un post su Facebook e non dall’effettiva puzza che poi sentono con il loro naso. È incredibile come la gente faccia finta di non vedere il problema».

E sempre da Cara Grosseto arriva la voce dell’amministratrice del gruppo, Donatella Guerriero. «Ricevo ogni giorno tantissime segnalazioni, anche con messaggi in privato – spiega Guerriero –. E io stessa sento, come tutti, questo odore acre come quello che si potrebbe sentire dentro una stalla. È vero, ci sono persone che su Facebook minimizzano. Mi sembra un atteggiamento davvero cretino. Qui non è una questione politica: bisogna portare alla luce quello che sta succedendo. Il sindaco, come rappresentante massimo della comunità e responsabile della salute, dovrebbe sollecitare i responsabili degli impianti».

E proprio al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna invita a rivolgersi il comitato Grosseto Aria pulita, che da mesi ha acceso i riflettori sulla questione. Il comitato suggerisce ai cittadini, che subiscono il disagio provocato dai cattivi odori o avvertono disturbi e malesseri secondo loro dovuti ai miasmi, di fare segnalazioni attraverso la Pec comune.grosseto@postacert.toscana. it o tramite un’email ordinaria. —



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