Il Tirreno

Grosseto

blitz e sequestri  

Traffico di alcol ed evasione di imposte Arrestato imprenditore di 41 anni

Elisabetta Giorgi
Traffico di alcol ed evasione di imposte Arrestato imprenditore di 41 anni

La misura cautelare è scattata all’alba a opera della Gdf. Tra i reati contestati, associazione per delinquere e contrabbando

3 MINUTI DI LETTURA







Traffico di alcolici ed evasione di imposte nell’ambito di un’associazione a delinquere “transnazionale”. Con questi gravi indizi criminosi, ieri in varie parti d’Italia, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, su delega della Procura della Repubblica di Napoli nord, hanno eseguito 25 misure cautelari personali emesse dal gip del tribunale di Napoli nord. Uno degli arresti è scattato all’alba di ieri in Maremma, operato dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Grosseto.

l’arresto all’alba

A finire nel carcere di via Saffi l’imprenditore grossetano Marco Verrengia, 41 anni, origini orbetellane, che dovrà rispondere di associazione per delinquere transnazionale, contrabbando di prodotti alcolici e intestazione fittizia. A lui gli investigatori contestano un’evasione di accise sugli alcolici fino a un massimo di 6 milioni di euro in concorso con altri soggetti. Il grossetano è stato prelevato dai finanzieri all’alba di ieri nella sua casa di Grosseto.

Stando alle indagini l’imprenditore risulta far parte di un’associazione a delinquere ampia, composta di 15 soggetti di varie parti d’Italia, principalmente “di stanza” tra Napoli e Caserta ma con ampie ed estese ramificazioni nel centro nord (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Friuli, Veneto e Toscana), in territorio comunitario, (Bulgaria, Slovacchia, Germania, Inghilterra, Olanda e Slovenia) ed extra Ue.

un sistema ramificato

Nel mirino delle Fiamme gialle è un’attività illecita estesa e ramificata: un sistema quello dell’associazione, complessivamente dedito a importazioni di grossi volumi di alcol etilico e superalcolici (vodka, rhum e whisky) per un’evasione di imposte (Iva, accisa e imposte dirette) stimata in oltre 20 milioni di euro e che avrebbe immesso sul mercato quasi 5 milioni di litri di prodotto di contrabbando, venduto in nero sia nella penisola che in altri paesi del nord Europa.

L’indagine - che si è sviluppata tra marzo e ottobre 2018 - conta una cinquantina di indagati e ieri ha visto 25 persone oggetto di misure cautelari - 13 custodie in carcere, 10 arresti domiciliari e 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria - con sequestri per 80 milioni di euro.

Agli indagati, domiciliati in diverse località italiane, sono contestati a vario titolo l’associazione a delinquere transnazionale, la sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa sull’alcol e sulle bevande alcoliche; il trasferimento fraudolento di valori, omesse dichiarazioni, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, abuso d’ufficio e falsità ideologica.

«il promotore»

All’interno di questa associazione a delinquere “transnazionale” che si sarebbe occupata di contrabbando di prodotti alcolici con vari e complessi sistemi di frode, Verrengia risulta essere stato il «promotore e organizzatore» (quindi con un ruolo di rilievo). A Grosseto il 41enne avrebbe gestito di fatto un “deposito fiscale” (la Frim srl), che è stato sottoposto a sequestro dai finanzieri. In pratica una struttura autorizzata dall’amministrazione finanziaria a fabbricare, trasformare, detenere, ricevere o spedire merci sottoposte ad accisa in regime di “sospensione di accisa”, ovvero senza ancora aver pagato l’accisa su tali prodotti.

Un’impresa “regolare” la Frim, di cui Verrengia sarebbe stato il gestore “di fatto” (mentre l’intestatario è un altro) e attraverso cui l’uomo avrebbe commesso false attestazioni per eludere la tassazione. Fittiziamente sarebbe stata attestata la ricezione di un prodotto alcolico di fatto mai arrivato al deposito e immesso “in consumo” in totale evasione di imposta.

L’interrogatorio

L’uomo, assistito dall’avvocatessa Francesca Carnicelli, è nella casa circondariale di via Saffi in attesa della fissazione della data dell’interrogatorio di garanzia, che potrebbe tenersi lunedì.

«Il mio cliente – spiega il legale – risponderà all’interrogatorio perché intende chiarire il prima possibile la sua posizione». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa