Il Tirreno

Grosseto

Piazzale Thailandia e le ragioni inascoltate delle ditte in loco

Lista Mascagni sindaco e Partito Democratico

Lista Mascagni e Pd presentano un’interrogazione sull’ordinanza dirigenziale del Comune, bocciata dal Tar, per fare gli esami per i motocicli 

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l’intervento

Appena tre mesi fa la amministrazione comunale annunciava di aver trovato l’area perfetta, in linea con le nuove normative, per lo svolgimento delle esercitazioni e degli esami per le patenti A-A1-A2: una porzione del piazzale Thailandia. Una scelta accolta di buon grado dalle autoscuole che, finalmente, potevano riprendere il lavoro, tanto da prefigurare anche progetti interessanti per la sicurezza stradale. È così che a aprile con un’ordinanza dirigenziale circa 2mila metri quadrati del piazzale Thailandia venivano riservati a tali fini conseguentemente introducendosi il divieto di transito e sosta per altri veicoli.

Peccato che il comune avesse fatto i conti senza l’oste, che puntualmente si è presentato, e lo ha fatto con un ricorso al Tar che, mercoledì, ha sospeso l’esecuzione di quella ordinanza dirigenziale, e così il piazzale Thailandia è tornato a essere di libero accesso precludendo la possibilità di proseguire con esercitazioni e esami.

L’assessore alla polizia municipale Fausto Turbanti oggi si duole di quanto accaduto, ma forse dovrebbe farsi qualche domanda, del tipo: perché, mentre cercava una soluzione alle legittime esigenze di aspiranti motociclisti ed autoscuole, non si preoccupò di verificare se quella soluzione fosse compatibile anche con le (altrettanto legittime) esigenze delle imprese che operano nell’area? Avrebbe così scoperto che i nuovi divieti di sosta e di transito sarebbero stati di ostacolo all’accesso dei mezzi pesanti nella proprietà di almeno una di quelle imprese.

Sarà la magistratura, che ha espresso una decisione provvisoria, riservandosi di sentenziare nel merito, a dire se l’ordinanza del comune sia o meno legittima. Certo è che se... l’individuazione dell’area da parte del comune e l’introduzione dei nuovi divieti di sosta e di transito sono state compiute senza coinvolgimento delle aziende che operano nell’area, allora l’assessore ha combinato un bel pasticcio. Perché un buon amministratore è quello che è capace non solo di adottare provvedimenti formalmente legittimi, ma innanzitutto quello che sa ascoltare le problematiche dei suoi cittadini e cercare di contemperare le legittime esigenze di tutte le parti interessate. Purtroppo non è la prima volta che questa amministrazione si qualifica invece per un modus operandi diametralmente opposto, “andando a dritto” con i paraocchi senza curarsi delle ricadute. Lo abbiamo visto di recente in merito alle famigerate varianti urbanistiche, a cominciare dalla nuova Conad rispetto alla quale l’assessore all’urbanistica ha rivendicato come un merito l’aver snobbato le organizzazioni di categoria.

Lo vediamo oggi con questa storia, quando una diversa e più attenta condotta da parte dell’Ente avrebbe verosimilmente permesso di individuare una soluzione capace di garantire gli interessi e le legittime esigenze di tutti gli attori interessati (aspiranti motociclisti, autoscuole, imprese operanti nell’area), al contempo scongiurando contenziosi giudiziari e l’inevitabile rischio di esiti pregiudizievoli per una parte di quegli attori, come puntualmente verificatosi...

Per questo abbiamo presentato un’interrogazione per conoscere nel dettaglio come l’assessore abbia gestito questa vicenda, cosa esattamente abbia fatto e (soprattutto) non fatto. E per capire a questo punto quali soluzioni alternative siano state programmate dall’amministrazione per consentire agli aspiranti motociclisti di svolgere esercitazioni ed esami e alle autoscuole di svolgere pienamente la propria attività, al contempo salvaguardando le altrettanto legittime esigenze delle imprese dell’area. Attendiamo le risposte che l’assessore vorrà fornirci in consiglio comunale.

Lista Mascagni sindaco

e Partito Democratico



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