Il Tirreno

Grosseto

follonica 

Cattivi odori dal depuratore Il Fiora adesso fa mea culpa

Giulia Sili
Cattivi odori dal depuratore Il Fiora adesso fa mea culpa

L’ad Ferrari incontra i residenti: «I miasmi? Effetto di un errore di valutazione» Dalla platea all’Acquedotto: «Non ci fideremo più di voi finché non lo meriterete»

2 MINUTI DI LETTURA







«Era una bomba a orologeria che sarebbe potuta esplodere se un anno fa non fosse stato tolto il tetto al digestore di Campo Cangino»: così l’amministratore delegato del Fiora, Piero Ferrari, ha dipinto la situazione del depuratore di Follonica, oggi, secondo lui, sotto controllo. L’Amministrazione comunale ha voluto mettere alle strette il gestore, oggi impegnato in una serie di operazioni che hanno permesso di diminuire in modo sostanziale i cattivi odori provenienti dall’impianto.

Ieri pomeriggio Ferrari, introdotto dal sindaco Andrea Benini, ha incontrato i residenti di Cassarello nella sala del quartiere. Tra il pubblico erano presenti diversi residenti – che hanno portato testimonianza della situazione di disagio che hanno dovuto affrontare nei mesi passati – ma anche diversi politici e rappresentanti dei movimenti cittadini: molti legati al centrodestra guidato da Massimo Di Giacinto e diversi anche legati a Follonica nel Cuore. Era presente inoltre la giunta comunale quasi al completo.

Benini non ha risparmiato critiche definendo «incompetente» la gestione che ha preceduto Ferrari: «Da un anno e mezzo a questa parte si è cominciato a sentire un odore fortissimo che è cresciuto nei mesi e che a agosto scorso è stato devastante. Un inverno come quello di quest’anno non lo avevamo mai passato. Abbiamo chiesto al Fiora spiegazioni e incontri, abbiamo fatto sopralluoghi a sorpresa e abbiamo parlato con chi ci lavora. Ci hanno sempre risposto che la situazione era sotto controllo – ha continuato Benini – Nei primi di giugno, finalmente, la svolta: grazie anche al nuovo amministratore delegato (che si è insediato questo inverno ndr) si è cominciato a fare un’operazione-verità e ci è stato raccontato cosa si stava facendo veramente».

La verità era che l’impianto era a rischio: «Era una bomba a orologeria dentro alla città e una deflagrazione avrebbe potuto dare problemi seri: a 20 metri da lì ci sono delle abitazioni. Abbiamo quindi fatto degli interventi di corsa ed è stato scoperchiato il digestore. È stato poi fatto un errore di valutazione e i cattivi odori sono derivati proprio da questo».

A giugno, finalmente, è stata imboccata la strada giusta e grazie ad alcuni interventi mirati la situazione è effettivamente migliorata. «I cattivi odori sono diminuiti» hanno ammesso i presenti in sala. «Con piccoli investimenti in modo puntuale e intelligente si è risolta in modo sostanziosa la situazione – ha detto Benini – però non basta: serve un nuovo depuratore. Un investimento sull’ordine di 15 milioni di euro che dovrà essere realizzato al posto di quello vecchio». «Sono amareggiato – ha detto un residente – abbiamo fatto una figura meschina nei confronti dei turisti che vengono al mare qui. Finché non lo meriterete, non ci fideremo più di Acquedotto del Fiora». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web