Il Tirreno

Grosseto

l’identikit 

Capitale sociale il 40 per cento è in mano a Acea

1 MINUTI DI LETTURA





Acquedotto del Fiora nasce nel 1983, a seguito di una delibera della Regione Toscana in cui si costituiscono come consorzio diversi Comuni del Grossetano. A seguito del profondo processo di riorganizzazione del settore idrico, avviato negli Anni’90, il Fiora si trasforma prima in azienda speciale e, infine, nel 1999 diventa spa, una società per azioni. Dal 2002 è il gestore unico del servizio idrico integrato di quello che un tempo si chiamava Ato 6 Ombrone, il più vasto della Toscana. Il suo ruolo è fondamentale non solo per quanto riguarda la distribuzione dell’acqua, ma anche per altri servizi come la captazione e l’adduzione, le fognature e la depurazione delle acque reflue di 55 Comuni – tutti e 28 quelli della provincia di Grosseto e 27 della provincia di Siena. Dal 2004, con la cosidddetta “Legge Galli”, nella pancia del Fiora è entrato il socio privato Acea, che detiene il 40% del capitale sociale. Da 15 anni esiste una gestione mista, dove al presidente, espressione dei soci pubblici (i Comuni), si affianca l’amministratore delegato, espressione del socio privato. Proprio Piero Ferrari, amministratore delegato di AdF, ha annunciato di recente la prospettiva dell’allungamento della concessione fino al 2031 e 250 milioni di euro di investimenti. Fiora, prima o poi, confluirà in una società unica, unna holding regionale, che dovrà gestire 280 comuni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web