Sicurezza
Cancellato il progetto di centrale a Monte Labbro Esulta Monticello Amiata
MONTICELLO AMIATA. «L’amore per la terra paga. L’abbiamo vinta». Esultano le amministrazioni comunali di Cinigiano e Arcidosso e l’associazione Agorà Cittadinanzattiva, il comitato ambientalista di Monticello Amiata. La centrale geotermica Monte Labbro non si fa più.
L’11 luglio, il Consiglio dei ministri su proposta del Presidente del consiglio, ha deliberato di «non consentire la prosecuzione del procedimento di autorizzazione, relativo al progetto concernente la “perforazione del pozzo esplorativo Monte Labbro 1, comune di Cinigiano, nell’ambito del permesso per risorse geotermiche di cui è titolare Renewem s.r.l».
Una notizia che arriva nello stesso momento in cui salta anche un altro progetto di centrale, la Pc6 di Enel Green Power a Piancastagnaio, il cui progetto Enel ha ritirato dalla Valutazione di impatto ambientale (vedi intervento qui a fianco).
Scricchiola insomma paurosamente il quadro dello sviluppo geotermico amiatino costellato da decine di richieste di perforazioni con lo scopo di costruire nella “montagna incantata” centrali geotermiche sia flash, come quella di Enel, che a ciclo binario, come quella di Monte Labbro. Ma mentre Enel si è detta comunque interessata alla realizzazione, se dovessero essere reintrodotti gli incentivi statali, della centrale di Monte Labbro è certa la cancellazione.
«Grande gioia e soddisfazione – dice la sindaca Romina Sani – perché siamo stati ripagati dell’enorme lavoro durato anni che ci ha visti impegnati a vari livelli istituzionali, a portare avanti, con motivazioni tecniche e politiche, la posizione del no alla centrale, inserita nel contesto della Riserva di Poggio all’Olmo. Abbiamo una comunità coesa che ha lottato al mio fianco e mi ha motivato a non abbassare mai la guardia tanto che con coraggio, determinazione e amore per il territorio che rappresento, ho voluto portare in ogni sede la voce del territorio e siamo felici che il consiglio dei ministri abbia tenuto conto della volontà dei cittadini e del comune di Cinigiano».
Canta vittoria Agorà cittadinanzattiva che da cinque anni sta sulle barricate per bloccare il progetto della centrale. «Per cinque anni il comitato Agorà, i cittadini, l’amministrazione comunale, i produttori locali, hanno portato avanti con determinazione e tenacia una lotta su più piani: legale, politico, sociale. Ricorso al Tar coadiuvati dallo studio legale Greco, studi di esperti, centinaia di osservazioni inviate al Ministero, alla Regione, incontri istituzionali, consigli comunali, assemblee pubbliche, e poi raccolte fondi, concerti, spettacoli teatrali, poesie, un libro, passeggiate, convegni, disegni, striscioni che evidentemente hanno prodotto i loro frutti. Davide contro Golia. Siamo entusiasti della notizia, perché vuol dire salvare quel luogo, una Riserva naturale, un paese intero, l’economia locale, l’agricoltura, il turismo. Ed è un passo avanti, grande, per la lotta contro la geotermia che riguarda tutta l’Amiata».
Anche Jacopo Marini, sindaco di Arcidosso, esprime soddisfazione. «Abbiamo lottato come sindaci e come popolazione contro l’idea di una centrale che andava a innestarsi in un territorio pregiato. Restiamo convinti che lo sfruttamento geotermico non possa essere presente laddove sono presenti altre attività umane, come l’agricoltura di qualità e dove c’è da salvaguardare l’ambiente e la natura». La decisione del Consiglio dei Ministri avrà conseguenze anche nelle decisioni della conferenza dei servizi della region Toscana, come sottolineano quelli di Agorà: «Ora la Regione Toscana dovrà riaprire la Conferenza dei Servizi per dare un parere negativo alla prosecuzione del procedimento di autorizzazione del pozzo Monte Labbro 1». —
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