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Cala Galera incassa la vittoria ma gli interventi restano al palo

Enrico Pizzi
Cala Galera incassa la vittoria ma gli interventi restano al palo

Il presidente della Marina commenta la sentenza a lui favorevole del Tar  «L’incertezza di un eventuale ricorso tiene bloccati i 15 milioni di investimenti» 

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Quindici milioni di investimenti, per il porto di Cala Galera e per il territorio, bloccati e chissà per quanto. Questo emerge dalle parole del presidente della Marina di Cala Galera, Cesare D’Amico, che interviene a commentare la vittoria, davanti al Tar, contro la decisione dell’amministrazione comunale di Monte Argentario che, in via di autotutela, aveva annullato la rideterminazione della durata della concessione che era stata portata da 50 a 80 anni.

Secondo l’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Francesco Borghini, quell’atto del maggio 2017 con cui il suo predecessore, Arturo Cerulli, aveva accolto la richiesta della Marina di Cala Galera, era un atto illegittimo e sarebbe stata necessaria, invece, una gara per poter aggiudicare di nuovo la concessione che sarebbe scaduta nel giugno del 2020.

L’amministrazione Cerulli aveva, invece, rideterminato la durata della concessione sul presupposto che i 50 anni erano stati calcolati in base a una previsione di investimento risultata, poi, molto inferiore a quello realmente sostenuto per realizzare il porto. Per questo nel 2007 la società aveva chiesto una proroga di 30 anni. Il passaggio delle competenze sul demanio dalle capitanerie di porto ai Comuni e la necessità che il Comune di Monte Argentario si dotasse di un piano regolatore del porto avevano finito per prolungare di 9 anni la procedura, ma alla fine la concessione era stata rideterminata, l’8 maggio del 2017, e il 25 dello stesso mese Comune e Marina avevano firmato l’atto suppletivo.

Il giudice amministrativo non è entrato nel merito della questione, ma si è fermato di fronte al fatto che il Comune ha annullato in autotutela in ritardo, rispetto al termine dei 18 mesi dalla data in cui la concessione era stata rideterminata: il ricorso, infatti, è stato depositato il 26 novembre 2018, quando scadevano i 18 mesi dalla firma dell’atto suppletivo.

Per il momento – spiega il presidente della Marina, D’Amico – la società incassa questa vittoria, dovuta al lavoro del collegio difensivo della società, formato dagli avvocati Giuseppe Morbidelli, Pasquale Frisina e Livia Lorenzoni, ed è una vittoria che riporta un po’ di serenità tra i circa mille soci della Marina di Cala Galera e i 25 dipendenti che hanno vissuto mesi di incertezza rispetto al loro futuro. Ma la conseguenza, legata anche alla spada di Damocle di un eventuale appello del Comune al Consiglio di Stato, è il blocco, al momento, di investimenti per 15 milioni di euro.

«Tutto il programma di opere concordate con la precedente amministrazione – dice il presidente – è bloccato e l’incertezza di un eventuale contenzioso impedisce di riprendere gli investimenti».

Tra le opere previste, la realizzazione di un parcheggio che, per una parte, dovrebbe essere ceduto al Comune, e poi l’ampliamento dei servizi igienici, la realizzazione di un sistema di ricambio delle acque per rendere il porto ambientalmente all’avanguardia, il dragaggio, un intervento nel canale Boccadoro, per creare un’ottantina di posti per la marina sociale, e poi una riqualificazione della spiaggia della Scalea. Non ultimo, il cantiere sarebbe interessato da un intervento per allargare il bacino di carenaggio e sarebbe stato dotato di gru con una portata maggiore per poter mettere a terra barche fino a 500 tonnellate, 200 al di sopra del limite attuale, per poter fare interventi anche su yacht da 50-60 metri, mentre al momento non si superano i 40. Se ne parlerà, però, solo quando la sentenza del Tar sarà passata in giudicato. —

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