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Traffico illecito di alcolici ed evasione fiscale da 20 milioni di euro: 23 arrestati, uno è grossetano
Maxioperazione della guardia di finanza in tutta Italia e all'estero: scovati oltre 4,3 milioni di litri di alcol di contrabbando - Le foto
GROSSETO. Importazione di ingenti volumi di alcol etilico e superalcolici come vodka, rum e whisky, per un'evasione di imposte (accisa, Iva e imposte dirette) per oltre 20 milioni di euro che ha provocato una inondazione del mercato di oltre 4,3 milioni di litri di prodotto di contrabbando venduto in nero sia in Italia che in altri paesi del nord Europa.
Un'indagine coordianta dalla Procura della Repubblica di Napoli nord, eseguita dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Caserta, con l'ausilio di numerosi altri reparti territoriali della guardia di finanza, tra i quali quello di Grosseto, nella mattina di oggi, venerdì 12 luglio, ha portato all'arresto di ventitré persone (tredici sono finite in carcere e dieci agli arresti domiciliari), e tra queste una residente in provincia di Grosseto.
Nell'ambito dell'indagine sono stati sequestrati in via preventiva beni, rapporti finanziari, partecipazioni societarie e complessi aziendali per circa 80 milioni di euro. Nella stessa indagine altre due persone hanno ricevuto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Diversi i reati contestati: associazione per delinquere transnazionale, sottrazione all'accertamento e al pagamento dell'accisa sull'alcol e sulle bevande alcoliche, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altrei documenti per operazioni inesistenti, abuso d'ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
I destinatari dell'ordinanza sono gravemente indiziati di aver fatto parte di un gruppo criminale transnazionale o comunque di averne agevolato l'attività illecita con base nelle province di Napoli e Caserta e ramificazioni in diverse regioni del centro nord Italia (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Friuli venezia Giulia, TOscana e Veneto), in territorio comunitario (Bulgaria, Slovacchia, Gerania, Inghilterra, Olanda e Slovenia) ed extra Ue (Azerbaijan e Serbia) composto da 15 persone residenti nella provicnia di Caserta e Avellino.
In particolare gli inquirenti ritengono che a Grosseto gli indagati potessero contare su un deposito fiscale che, insieme ad altri due, uno individuato a Roma e uno nel Bresciano, secondo l'ipotesi accusatoria provvedevano ad attestare falsamente attraverso il sistema Emcs (Excise movement and control system) dell'Agenzia delle Dogane la ricezione di ingenti quantitativi di prodotto alcolico in sosspensione dell'imposta che invece venivano trasportati altrove per essere poi venduti a nero.
L'indagine ha anche permesso di ricostruire i canali finanziari utilizzati per riciclare i notevolissimi proventi illeciti, fatti transitare sui conti di diverse società nella disponibilità dell'organizzazione ma intestate a prestanome, con uso di conti bancari a Malta.
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