Il Tirreno

Grosseto

montieri 

Proteste da Travale «Teleriscaldamento mai realizzato»

G.S.

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TRAVALE. Non si arrendono i residenti di Travale e in diversi continuano a chiedere il tanto atteso teleriscaldamento, un’opera importante per la quale sono stati fatti diversi studi di fattibilità; un lavoro che ha un però un costo molto elevato e che per questo motivo non è mai stato realizzato.

«In una decina di anni le amministrazioni locali che si sono susseguite ed in modo particolare quella guidata dal rieletto sindaco Nicola Verruzzi, hanno fatto poco e niente per favorire, non diciamo l’incremento ma nemmeno il mantenimento di quelle condizioni minime indispensabili atte a garantire un stabilità già di per sé precaria – si lamentano i membri del comitato per il teleriscaldamento – Ultima tra tutte le scelte disgraziate di chi ha amministrato il Comune di Montieri è stata quella relativa al teleriscaldamento che ha escluso Travale e il suo territorio, unica fonte comunale di approvvigionamento del vapore ed unico luogo che ospita le centrali geotermiche che finanziano l’intero comune, dal godimento di tale risorsa, favorendo di fatto un ulteriore decremento di valore degli immobili e un ulteriore allontanamento dei residenti».

Il neo assessore ai rapporti con le frazioni, e quindi anche con Travale, Massimo Biagini, dice il comitato «ex oppositore della giunta della quale oggi fa parte, fu il più agguerrito oppositore al progetto di teleriscaldamento per Travale perché a suo giudizio era una spesa inutile. Non solo – continuano – il rieletto sindaco non ha realizzato il teleriscaldamento, ma per quanto riguarda Travale non ha dato seguito nemmeno al programma elettorale dove era prevista la realizzazione dell’emporio polifunzionale, la riqualificazione dell’area comunale dei giardini pubblici, il recupero della fonte vecchia e la relativa via di accesso, il ripristino della cisterna nella piazza della chiesa e la pavimentazione del punto panoramico, la bitumazione dell’area di parcheggio posta all’entrata del paese e, infine, la messa in sicurezza dell’area denominata “Il Poggio” a ridosso della cisterna».

«Ebbene – concludono – di tutte queste belle promesse l’unica cosa che il sindaco è stato obbligato a fare è la messa in sicurezza dell’area denominata il Poggio ma solo dopo che si è verificata una frana». — G.S.

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