Il Tirreno

Grosseto

la psicologa 

Le “bugie bianche” di Di Gioia, «ma non è ludopatico»

P.S.

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«Bugie bianche»: le chiama così la psicologa Paola Moretti quelle di Giuseppe Di Gioia. Parole mescolate con un po’ di verità, per conquistare la benevolenza altrui, figlie non di una strutturazione del pensiero ma improvvisate. L’esperta risponde alle domande del pm Ferraro, spiegando comunque che sfuggono alla definizione di bugia bianca le parole dell’imputato a proposito delle invenzioni sulla malattia della moglie e della figlia. Chi è Di Gioia, comunque? «Un uomo dalla personalità fragile, con un’inadeguatezza interiore, con lacune affettive. Un uomo che ha un buon controllo delle proprie affettività e dei propri impulsi. Non ha dispercezioni. Un’intelligenza nella norma, un pensiero semplice e ben strutturato». Secondo Moretti, Di Gioia dà «soluzioni a problemi complessi non molto funzionali. È sospettoso». Soffre di ludopatia? chiede l’avvocata Pollini: «No. In genere il giocatore d’azzardo è molto determinato, ha caratteristiche che Di Gioia non ha. Lui ha detto che ha giocato occasionalmente, ma senza avvertire una pressione interiore». — P.S.

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