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«Gessi, mancano alternative allo stoccaggio a Montioni»

Giulia Sili
«Gessi, mancano alternative allo stoccaggio a Montioni»

Interrogazione di Bonifazi, i Comuni limitrofi non hanno preso alcuna decisione La ex cava alla quale il materiale è stato destinato è in fase di completamento 

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Da tempo nella piana di Scarlino non si sente più parlare dei gessi rossi, gli scarti di lavorazione che arrivano dal ciclo di produzione del biossido di titanio della Venator, ma il problema dello stoccaggio di questo tipo di rifiuti è vivo più che mai visto che la cava di Montioni, il luogo dove ad oggi vengono stoccati i gessi, è in via di completamento.

Dove andranno a finire, quindi, i gessi? La domanda arriva dal capogruppo di opposizione Emilio Bonifazi, il quale ha deciso di riportare il tema in primo piano attraverso un’interrogazione che verrà discussa durante il prossimo consiglio comunale. Bonifazi, e con lui il consigliere Guido Mario Destri, richiama il Comune di Scarlino alle sue responsabilità, in quanto sede di impianto, «per promuovere un nuovo percorso che coinvolga i Comuni limitrofi, la Regione Toscana, le parti sociali e gli organi competenti e che impegni l’azienda alla presentazione di un progetto di stoccaggio e riutilizzo che sia ambientalmente e produttivamente sostenibile». L’accordo preso nel 2015, prevedeva che i gessi rossi vengano reimpiegati per il ripristino dell’ex cava di Montioni nelle Bandite di Scarlino, di proprietà regionale. Con i gessi doveva, appunto, essere eseguito il ripristino della cava.

L’accordo del 2015 ha impegnato per molti mesi tutti i soggetti firmatari e ad oggi, spiega Bonifazi, «non è disponibile nessuna alternativa a Montioni perché i Comuni limitrofi a Scarlino non hanno ancora assunto decisioni definitive a riguardo». Lo stabilimento produce circa 450 mila tonnellate all’anno di rifiuto e una soluzione è evidentemente necessaria a breve termine.

Per questo motivo il capogruppo di opposizione chiede alla sindaca «quali iniziative concrete ha effettuato insieme alla Regione, quali iniziative fattive ha effettuato insieme agli altri Comuni»; quale sia «l’esito di questi incontri e i tempi per trovare una soluzione adeguata e condivisa» e «quali siti sono stati indicati a Venator Italy srl come alternativa a Montioni». Una domanda è poi rivolta anche all’azienda: Bonifazi chiede «quali garanzie Venator Italy srl è disponibile a dare sulla predisposizione del nuovo sito, sul trasporto dei gessi, sul mantenimento dei livelli occupazionali, sugli investimenti in studi e ricerche volti alla riduzione della produzione dei reflui e sul rispetto della tutela ambientale, anche come impegni a garanzia della continuità produttiva della fabbrica».

E il capogruppo Pd conclude: «L’intesa di durata quinquennale è ormai giunta alla scadenza. È necessario ed urgente trovare un nuovo sito dove stoccare i gessi rossi per scongiurare il rischio della chiusura dell’attività della Venator Italy srl». —

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