Il Tirreno

Grosseto

il processo in corte di assise 

È scontro tra consulenti sulla morte di Donata Muccio

Pierluigi Sposato
È scontro tra consulenti sulla morte di Donata Muccio

Secondo l’esperto della Procura ci fu un’aggressione con un’asfissia A parere della difesa, la donna ebbe un malore improvviso e cadde all’indietro

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GROSSETO. Com’è morta Donata Muccio? Secondo l’accusa, per un concorso di cause tra una colluttazione, un processo asfittico, uno stress emotivo che ha agito su una sofferenza cardiocircolatoria preesistente. Secondo la difesa, nessuna colluttazione, ma un arresto cardiaco legato ad aritmia-sistolia o un infarto su un cuore compromesso, una morte «sicuramente naturale».

La Corte di assise presieduta da Laura Di Girolamo (a latere Adolfo Di Zenzo) è chiamata a scegliere tra le due tesi, a stabilire se Giuseppe Di Gioia, imputato di omicidio preterintenzionale a fini di rapina, sia colpevole o no di quanto avvenuto nella casa della mamma in via Sauro il 24 ottobre 2015. Ieri udienza destinata al confronto tra esperti di medicina legale. Il pm Salvatore Ferraro ha portato il professor Luigi Cipolloni, dell’Università di Foggia (e della Sapienza prima, «ho seguito circa 3.500 casi giudiziari»); le avvocate Sabrina Pollini e Alessia Ciaravolo la dottoressa Giulia Nucci, adesso alla Asl Grosseto, libera professionista, esami autoptici iniziati nel 2011.

Pareri che divergono in tanti punti. Convergono su un dato: la frattura di parte dell’osso ioide, al collo. Ma mentre per Cipolloni ciò sarebbe avvenuto mentre la donna era viva e a causa di una compressione violenta («c’è stata una produzione di globuli bianchi, la lesività è avvenuta in vita»), con un’aggressione frontale, presumibilmente di un destrimane, con pressione e fratture tali da causare una fame d’aria, con l’ematoma alla testa causata dall’urto contro il muro, secondo Nucci la frattura fu dovuta a una iperestensione del collo: la donna colta da malore sarebbe morta cadendo esanime all’indietro, battendo la parte occipitale del cranio a terra. «Mai vista, e in letteratura ci sono solo casi eccezionali, una frattura dello ioide per iperestensione», ha detto Cipolloni, che ha contestato anche le conclusioni del ct della difesa secondo le quali i segni sul volto della donna sarebbero compatibili con un «tentativo maldestro di rianimazione» da chiunque sia stato compiuto. La presidente ha insistito nel chiedere a Nucci chiarimenti sulla compatibilità tra frattura ed ematoma («sono esegue sia la frattura sia l’ematoma», la risposta).

Si è parlato anche di informatica. In aula l’ex generale della guardia di finanza Umberto Rapetto che ha analizzato mail e messaggi («I messaggi di Di Gioia riguardavano le richieste di lavoro e di denaro per esigenze estemporanee») così come Marco Fanciulli («Non risultano frequentazioni di siti di giochi a pagamento»).

Istruttoria chiusa, la difesa ha depositato alcuni documenti. La presidente ha fissato alla metà di settembre l’udienza per le conclusioni di accusa, parte civile (Mara Renzetti) e difesa; se sarà necessario, sarà impiegata una successiva udienza. —

Pierluigi Sposato

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