Sicurezza
Ha patteggiato quattro anni per 105 episodi di spaccio di droga
CAPALBIO. Ha patteggiato e ha quindi potuto usufruire di una riduzione della pena. Ma ha avuto comunque 4 anni e 2 mesi più 18.000 euro di multa. E del resto la Procura contestava a Riccardo Lupinetti, 39 anni, nato a Orbetello e abitante a Pescia Romana, ben 105 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. Cocaina, per lo più, ma anche eroina; quantità spesso impossibili da precisare, a volte una dose, a volte due, a volte di più. In un caso, quando i clienti erano stati particolarmente numerosi, avrebbe venduto in una sola volta 8 dosi di cocaina da 0,8 grammi ciascuna, incassando 500 euro.
I 105 episodi contestati risalgono al periodo giugno 2017-agosto 2017 e si inseriscono in un quadro di indagine più articolato, che aveva coinvolto anche altri imputati, tra cui anche alcuni cittadini marocchini, la cui vicenda processuale ha seguito altre strade. Una tipologia di spaccio comune a tante indagini degli ultimi anni: quello della centrale nel bosco, quello del drive in della droga. In questo caso, nelle zone di macchia intorno a Capalbio, per un’organizzazione che avrebbe previsto compiti specifici per ciascuno dei componenti, la cui attività sarebbe stata coordinata da uno o più capi: i responsabili sarebbero stati accompagnati sui luoghi dello spaccio o in tutti gli altri loro movimenti da persone che, in cambio di denaro o anche di sostanze stupefacenti, avrebbero provveduto a rifornire le centrali di generi alimentari e di tutto ciò che comunque doveva servire alla permanenza all’aperto nelle forme più confortevoli possibili. Tra coloro che secondo l’accusa - in aula, davanti al gup Sergio Compagnucci, il pm Anna Pensabene - avrebbero accompagnato i cittadini marocchini nei loro spostamenti ci sarebbe stato anche Lupinetti, mentre altri avrebbero portato i tossicodipendenti sul luogo dello spaccio o comunque avrebbero fornito indicazioni per raggiungerlo. Complessivamente, 28 gli indagati a conclusione delle indagini dei carabinieri, che nel febbraio scorso avevano chiuso il cerchio (sei le misure cautelari applicate) individuando anche gli approvvigionamenti provenienti dalla Versilia.
Lupinetti, messo ai domiciliari, doveva rispondere in proprio di reperimento, cessione, acquisto, detenzione, trasporto e offerta a terzi delle sostanze stupefacenti. A Lupinetti (incensurato), difeso dall’avvocato Sara Montauti, sono state concesse le attenuanti generiche come equivalenti alle aggravanti. È stato dichiarato interdetto dai pubblici uffici per cinque anni. E dovrà pagare le spese del procedimento penale. —
Pierluigi Sposato
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