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Cala Galera, per il Tar ok a proroga di 30 anni

Ivana Agostini ; I.A.
Cala Galera, per il Tar ok a proroga di 30 anni

Il giudice accoglie il ricorso di Comitas e Studio Rienzi contro il provvedimento dell’attuale amministrazione

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Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso presentato dall’associazione delle microimprese Comitas e dallo Studio Rienzi contro il provvedimento del Comune di Monte Argentario che ha revocato le decisioni della precedente amministrazione guidata da Arturo Cerulli che prolungava, alla Marina di Cala Galera, la concessione di altri 30 anni.

Il collegio del Tar Toscana, presieduto dalla presidentessa Rosaria Trizzino, ha ritenuto che la «rideterminazione» della concessione deve restare valida, riconoscendo le ragioni dei soci della Marina rappresentati da Comitas e dallo studio Rienzi: per i giudici il Comune, per adottare l’atto di autotutela, è andato oltre il termine di legge di 18 mesi (stabilito dalla Legge 241/90) e il provvedimento adottato dall’amministrazione va annullato. Per effetto di tale decisione, rimane in vigore la proroga della concessione di altri 30 anni disposta dalla precedente amministrazione comunale.

Ma ecco quello che era successo: ad aprile 2017 la società Marina di Cala Galera aveva chiesto alla Capitaneria di Porto di Livorno la proroga di 30 anni della concessione. Come si legge nella sentenza del Tar, «il Ministero dei Trasporti aveva valutato positivamente l’istanza salvo rimettere al Comune di Monte Argentario, per competenza, la decisione definitiva».

L’amministrazione Cerulli aveva “rideterminato” la concessione portandola al 2050, allungandola quindi di 30 anni. Con l’arrivo dell’amministrazione di Franco Borghini la Marina di Cala Galera aveva ricevuto, a novembre 2018, una comunicazione nella quale si faceva presente l’avvio del procedimento di annullamento dell’allungamento della concessione deliberato dalla giunta precedente. La società di Cala Galera aveva risposto impugnando l’atto di revoca e facendo ricorso al Tar. Con lei anche la Comitas, associazione delle piccole imprese. «Adesso la battaglia si sposta in appello se il Comune deciderà di ricorrere contro la decisione del Tar», dice l’avvocato Carlo Rienzi. Il sindaco Franco Borghini nei giorni scorsi ha detto che in caso di sconfitta sarebbe ricorso al Consiglio di Stato.

Arturo Cerulli, l’ex sindaco di Monte Argentario, non ha ancora chiara la pronuncia del tribunale non avendo letto le carte. «Se le cose stanno come sembra – commenta – è l’ennesima dimostrazione che questa amministrazione non ne azzecca una. Quando ero sindaco il Comune davanti al Tar vinceva. Mi riservo di leggere la pronuncia prima di dire altro». — I.A.



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