Gioco
Tutto merito del mal di Maremma che di colpo ti lega a questa terra
Alessandro Tosi arrivò a Caldana dopo una vita in Sud Africa, Roma, Tokyo, Stati Uniti, Milano. E così, a 30 anni, iniziò la sua avventura
tra i filari
lina senserini
La storia della tenuta Montebelli è un romanzo, quello di una famiglia che negli Anni ’50 scelse di lasciare l’Italia e partire per il Sudafrica, dove avrebbe vissuto per i successivi tre decenni prima di tornare in Italia e fermarsi proprio a Caldana. Fu il padre di Alessandro Tosi (nella foto con la bottiglia in mano), Lorenzo, dopo una visita alla sorella che viveva là, a decidere di trasferirsi con la moglie Carla all’altro capo del mondo. Per 30 anni hanno vissuto e lavorato in Sudafrica, lì sono nati i quattro figli, fino al giorno in cui cominciò a farsi sentire il richiamo delle origini e decisero di rientrare in Italia. Ma adattarsi a vivere in città, dopo quasi una vita trascorsa negli immensi spazi dell’Africa non era facile e, falliti i tentativi di stabilirsi a Napoli e a Roma, arrivarono alla conclusione che dovevano cercarsi un posto in campagna. Prima la scelta della regione, la Toscana, poiché la nonna materna era nata a Firenze, poi di una zona particolare, che li riconducesse all’Africa. Non è così strano che sia stata proprio la Maremma il luogo giusto. Chi è nato e cresciuto qui, chi ci viene e se ne innamora, poi non può più starle lontano. Qualcuno lo chiama “mal di Maremma”, parafrasando “mal d’Africa” che porta prima lontano, quasi con rabbia, ma poi come una fatale attrazione, costringe a tornare.
Erano i primi Anni ’90, l’azienda era semi-abbandonata, gli olivi lasciati a se stessi, la vigna era giunta alla fine del ciclo produttivo, la casa da rifare. Lorenzo e Carla Tosi, insieme al fratello di Carla, Leonardo Filotico, investirono a Montebelli tutti i risparmi di una vita: le viti vennero espiantate e ripiantate, gli olivi rimessi in produzione, avviando subito la conversione all’agricoltura biologica, vennero realizzate le 21 camere dell’agriturismo. È a questo punto che Alessandro maturò la decisione di trasferirsi in Maremma, per dare il proprio contributo nella conduzione dell’azienda, sempre più impegnativa per genitori e zio.
Poco più che trentenne, vissuto in Sudafrica, a Roma, a Tokyo, negli Stati Uniti e a Milano, è arrivato a Caldana nel 1996. Unico dei quattro fratelli che lavora in azienda, ha affiancato il padre (che nel frattempo è venuto a mancare), la madre e lo zio e insieme hanno iniziato a incrementare le attività, realizzando, l’albergo a 4 stelle, la piscina, la Spa, il ristorante, e dando una nuova impronta nelle strategie della produzione e dell’accoglienza. «I principi cardine su cui verte la nostra filosofia imprenditoriale sono riguardo per la natura e cura per le persone – spiega Alessandro Tosi – Per questo abbiamo intrapreso un cammino diverso e un approccio più sostenibile, in cui le logiche imprenditoriali non si devono discostare dalla responsabilità verso l’ambiente. La Maremma è una terra baciata da Dio, con i diamanti in superficie. E sono i prodotti della terra». Il vino, la cui qualità è favorita dalla posizione strategica, vicina al mare ma protetta dalla salinità dalle colline, è, insieme all’olio, la massima espressione di questa filosofia produttiva, che si riflette in ogni attività dell’azienda. «La tradizione della vinificazione è profondamente radicata nella nostra famiglia – aggiunge Tosi – dato che siamo alla quinta generazione che si occupa della produzione del vino, iniziata in Puglia con il Primitivo di Manduria. La vendemmia avviene normalmente nella seconda metà di settembre ed è fatta totalmente a mano per conservare l’integrità dell’uva».
Basta assaggiare uno dei vini di Montebelli, la cui produzione è seguita da Claudio Gori, enologo, e Claudio Raffaelli, responsabile di cantina, per ritrovare nella loro raffinatezza e equilibrio la filosofia produttiva. Il Fabula Riserva, Doc Monteregio di Massa Marittima, 90 % Sangiovese e 10 Montepulciano, maturazione in barrique e tonneaux per 18-24 mesi, affinato in bottiglia per sei mesi, vincitore, con la vendemmia 2015, della Gran medaglia d’oro al Concours Mondial di Bruxelles 2019, come vino biologico rivelazione internazionale, e medaglia di bronzo alla London Wine Competition 2019; l’Acantos Igt Toscano rosso, 60% Syrah e 40 Sangiovese, maturazione in tonneaux 24-36 mesi e affinato in bottiglia sei mesi, medaglia d’argento a Bruxelles e di bronzo a Londra (vendemmia 2014); il Maremma Diavola Igt Toscano rosso, Sangiovese in purezza, meno sofisticato, ma di alta qualità, come il Fabula rosso Doc Monteregio, sempre sangiovese in purezza. Tre i bianchi: il Maremma Santa Igt, vermentino e viognier; il Fabula bianco Igt, un assemblaggio di Sangiovese, Malvasia e Vermentino; il Fabula oro Igt, Sangiovese in purezza vinificato in bianco, medaglia di bronzo a Londra con la vendemmia 2017. Grande soddisfazione è arrivata, infine, con il Fabula Rosè Doc Monteregio, primo classificato al Napoli Wine Challenge 2019. Ottimi risultati arrivano anche dalla vendemmia tardiva, con il Fabula Passito Igt, Syrah e Sangiovese, e dai due distillati di punta, la grappa bianca Fabula, ottenuta da vinacce sangiovese, e Fabula riserva, da Sangiovese, Montepulciano e Syrah. «Il nostro motto – conclude – è amore per l’ambiente, cura per le persone. La natura ci ripaga con prodotti di altissima qualità, le persone apprezzando il nostro lavoro. Credo che sia la migliore risposta alla fatica e al tempo che dedichiamo a questa azienda». –
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