Il Tirreno

Grosseto

il caso 

Non paga la tassa di soggiorno Albergatore finisce nei guai

Giovanna Mezzana
Non paga la tassa di soggiorno Albergatore finisce nei guai

Non versò al comune di Grosseto 4mila euro, dovrà rispondere del reato di peculato Ma c’è anche chi ha ricevuto un avviso di garanzia per aver saldato in ritardo

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. È stato rinviato a giudizio con l’accusa di peculato un albergatore di Principina a Mare che non ha versato al comune di Grosseto circa 4mila euro di tassa di soggiorno, l’imposta che deve pagare chiunque pernotti – dal 15 marzo al 15 ottobre – nelle strutture ricettive del capoluogo, dove il balzello è stato introdotto dal 1° giugno 2013 (al netto di alcune esenzioni: per esempio, i minori di 14 anni e i residenti). E c’è anche chi ha ricevuto un avviso di garanzia per aver saldato il dovuto in ritardo, secondo il polso delle associazioni di categoria.

le regole

Per effetto dell’articolo 93 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (Tuel) – la deliberazione è del 2013, della Corte dei Conti – chi gestisce una struttura ricettiva è un agente contabile di fatto, ha lo status di “sostituto di imposta”. Significa che gli albergatori devono fare gli “esattori” per conto del Comune; e cioè devono riscuotere la tassa di soggiorno dagli ospiti – da 0,30 euro al giorno per i campeggi che hanno una stella a 2 euro per gli alberghi a cinque stelle, secondo il “tariffario” del comune di Grosseto – e versarla nelle casse civiche entro un termine stabilito dall’Amministrazione: il 30 luglio per il periodo d’imposta dal 15 marzo al 30 giugno e il 14 novembre per gli ospiti a cui si è dato alloggio dal 1° luglio al 15 ottobre.

il furbetto della tassa

L’albergatore rinviato a giudizio – in qualità di legale rappresentante della società che aveva in gestione una residenza turistico alberghiera di Principina a Mare – ha riscosso 574 euro di tassa di soggiorno dai turisti ospitati tra settembre e ottobre 2015 e 3.256 euro dai vacanzieri che si sono goduti la Maremma da marzo a agosto 2016. Poi però non avrebbe “girato” le somme alle casse comunali e se le sarebbe intascate. Il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha dunque stabilito che l’albergatore debba rispondere del reato di peculato. I dettagli del caso giudiziario sono contenuti in una delibera della giunta comunale – la n. 250 e l’adunanza è quella del 3 luglio – con cui l’Amministrazione di Grosseto ha deciso di costituirsi parte civile dinanzi al Tribunale di Grosseto nel procedimento a carico dell’albergatore per tutelarsi (il Comune sarebbe parte lesa per il mancato introito).

i distratti

La norma non ammette ignoranza: non solo le somme devono essere versate al Comune ma devono essere bonificate nei termini stabiliti (per Grosseto il 30 luglio e il 14 novembre, secondo quanto è scritto nel sito web di palazzo civico). «È accaduto che titolari di piccoli agriturismi o pensioncine abbiano ricevuto un avviso di garanzia per peculato – dettaglia Amedeo Vasellini, vicepresidente di Confesercenti Grosseto e responsabile del turismo termale per Federalberghi – perché avevano pagato la tassa di soggiorno in ritardo. È un atto dovuto, lo sappiamo, ma l’auspicio è che in questi casi il procedimento si concluda con un’archiviazione: chi non paga deve essere senza dubbio punito, ma chi paga in ritardo spesso lo fa in buona fede, nonostante le scadenze siano indicate e rammentate dagli uffici comunali». Nella speranza delle associazioni di categoria che la giustizia in questi casi non ecceda nello zelo, la regola comunque è: occhio alle date. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web