Proteste
Petardo e scritte spray all’hotel e in città In due sotto processo
GROSSETO. Nella notte tra il 2 e il 3 settembre 2017 l’hotel Airone nel quale era ospite la squadra dell’Olbia (che l’indomani avrebbe affrontato il Gavorrano allo stadio Zecchini) era stato al centro di un raid: l’esplosione di un petardo, che aveva finito per danneggiare due mattonelle in marmo, scritte con lo spray su un muretto. Altre scritte erano comparse quella stessa notte nei pressi del Tribunale, in via Fattori, in via Unione Sovietica, in via Battisti, sui muri del settore ospiti dello stadio (anche se cancellate dal custode prima dell’inizio della partita, con lo scopo di evitare lamentele da parte della tifoseria sarda). Tutte più o meno riconducibili al mondo del calcio, anche se espresse con termini violenti e talora offensivi nei confronti delle forze dell’ordine. Per quattro grossetani si è aperto successivamente il procedimento penale, in parte da concludere.
Digos e carabinieri avevano collaborato nelle indagini, che si erano svolte principalmente attraverso la visione dei video registrati dalle telecamere di videosorveglianza, per quanto riguarda l’hotel e lo stadio. In quest’ultimo caso, due degli autori (quattro le persone viste nelle immagini) erano stati identificati dalla polizia, perché conosciuti personalmente. I quattro si erano poi presentati spontaneamente alle forze dell’ordine, in compagnia dell’avvocato.
Per uno di loro, il procedimento si è concluso con il patteggiamento; un altro è stato messo alla prova. Ieri mattina, davanti al giudice Marco Bilisari, si è tenuta l’udienza per gli altri due imputati: uno di loro ha chiesto di essere messo alla prova e per questo motivo il giudice ha rinviato a gennaio l’udienza.
«Ospiti boia fate schifo», «Grosseto odio tutti», entrambe con la croce celtica disegnata all’interno delle vocali “o”, un paio di svastiche, «Liberi di tifare 1312», «Ultras liberi», una croce con le cifre 1, 9, 1 e 2 in ciascuno dei quattro settori, «No alla tessera», «Ospiti bastardi» e altro ancora erano le scritte rilevate e che hanno costituito il corpo dell’imputazione. —
P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
