Il dolore
La protesta dei penalisti «Alternative al carcere ormai impossibili»
GROSSETO. Oggi si asterranno dalle udienze e dalle attività difensive, secondo il codice di autoregolamentazione, gli avvocati penalisti italiani. Aderisce anche la Camera penale di Grosseto.
«Le ragioni della protesta - spiegano i responsabili locali - risiedono nell’attuale, drammatica situazione dell’esecuzione penale, soprattutto nella sua declinazione carceraria. Le prospettive di riforma dell’Ordinamento penitenziario, sollecitate con la nota sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo “Torreggiani contro Italia”, hanno inspiegabilmente subito un processo di rallentamento con il precedente Governo per essere definitivamente cancellate dall’agenda legislativa dall’attuale maggioranza, sempre alla spasmodica ricerca di un consolidamento del consenso politico mediante il ricorso alla istintiva e bieca volontà di vendetta di parte dell’elettorato nei confronti del condannato. Abbandonando la via dell’ampliamento al ricorso alle misure alternative alla pena carceraria, in ossequio alle finalità rieducative della pena secondo il modello costituzionale disegnato dall’art. 27 della Carta fondamentale, si intravede oggi soltanto l’affermazione di una visione che fa dell’ingresso in carcere l’unica possibile modalità di esecuzione della pena».
Secondo la Camera penale, il sovraffollamento delle carceri ha ormai raggiunto dimensioni intollerabili, l’assistenza sanitaria è precaria (un medico di base ogni 315 detenuti), gli assistenti sociali sono 930 e gli educatori 999 per circa 60.000 detenuti. Per non parlare dei 148 decessi del 2018, tra cui ben 67 suicidi. —
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