Lutto
Ex carabiniere indagato per abusi su un minorenne Ha testimoniato il ragazzo
Chiuso l’incidente probatorio nei confronti del 51enne già condannato per pedofilia L’uomo ha assistito all’udienza per poi rientrare in carcere
GROSSETO. È stata un’udienza piuttosto breve, nel corso della quale sono state poste poche domande. A rispondere è stato un ragazzino di 15 anni, che sarebbe stato abusato da un ex carabiniere 51enne, già condannato per pedofilia a 10 anni di carcere, per episodi diversi. Ha risposto, anche se ha avuto difficoltà a collocare nel tempo ciò che sarebbe accaduto, cinque o sei anni fa. È stata l’udienza, tenuta davanti al gip Sergio Compagnucci, che ha concluso l’incidente probatorio (gli atti sono tornati al pm Salvatore Ferraro), passaggio indispensabile in casi come questi per comprendere l’attendibilità del testimone-vittima, compito che viene demandato a un esperto di neuropsichiatria infantile. L’ex militare era presente: ha assistito all’udienza, è stato riaccompagnato al carcere di Prato, dove sconta la condanna, dalla polizia penitenziaria, dopo aver salutato il suo avvocato, Roberto Cerboni.
In questo caso, a far partire le indagini era stato il padre del ragazzino, che si era rivolto ai carabinieri di una cittadina della Liguria dove vive dopo la separazione dalla moglie. La donna avrebbe avuto una relazione con l’ex carabiniere: i due però, non hanno mai convissuto. Ad aprile dell’anno scorso però, durante una cena alla quale era presente anche il ragazzino, sarebbe stato fatto il nome del militare e il quindicenne avrebbe avuto una bruttissima reazione emotiva che aveva messo in allarme il babbo. Poi, il ragazzino aveva cominciato a raccontare quello che sarebbe successo nell’appartamento dove viveva con la madre. Due episodi, durante i quali in un caso il cinquantaquattrenne avrebbe abusato del bambino che aveva dieci anni e nell’altro lo avrebbe costretto a guardarlo mentre si masturbava davanti a un film porno.
Le indagini per il primo episodio, quello sfociato nella condanna pronunciata dal Tribunale di Firenze per violenza sessuale nei confronti della figlia della compagna, erano iniziate dalla denuncia di una donna, che aveva raccolto le parole della nipote. La piccola aveva pronunciato pochissime parole che raccontavano una storia di abuso sessuale e aveva acceso il registratore dello smartphone: non aveva mai interrotto il racconto della piccola, che era andata a ruota libera spiegando quali fossero i giochi che l’uomo proponeva alla bambina, quando lei e il “papà” si chiudevano in bagno «per i loro gesti segreti». Nell’altra stanza restava la sorellina, a guardare la televisione. — P.S.
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