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Grosseto

Lo Skipper sfida la plastica «Ci si crede, ma che fatica»

En.G.
 Lo Skipper sfida la plastica «Ci si crede, ma che fatica»

L’elegante stabilimento di Castiglione della Pescaia è un pioniere del plastic free I titolari: «Evitare il monouso e le bottigliette deve diventare una cosa naturale»

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Lo Skipper Beach club a Castiglione della Pescaia è uno dei bagni dove sperimentare verso un target d’eccellenza è un vero must. Impossibile non passarci e farci una capatina lungo via Roma, lungomare di ponente, anche perché gli ombrelloni sulla spiaggia sono inconfondibili (ci sono anche gazebo con tende veramente chic) e poi perché sia il bar (l’unico vero, anche d’inverno aperto sulla passeggiata) e il ristorante sono un tutt’uno.

I clienti lo sanno bene in un ambiente dove prendere un semplice caffè, fare colazione, un aperitivo sulla veranda fronte mare, o una cena romantica al ristorante e pizzeria che concede una vista mozzafiato sul golfo, è uno sfizio alla portata di tutti.

A dirigere le operazioni ci sono Pier Paolo Rotoloni e sua moglie Paola Di Iorio, che ormai viziano i clienti in modo esagerato, fra cortesia, simpatia e professionalità. Pier Paolo è anche consigliere comunale da due legislature, e quando si parla di plastic free, sa bene che i messaggi da dare sono inequivocabili.

«Ormai sono anni che stiamo cercando di usare tutti prodotti bio – spiega –. Abbiamo in un certo senso anticipato i tempi. Però stiamo trovando grosse difficoltà da parte della grande distribuzione. Purtroppo ci sono alcune problematiche che non riusciamo a superare: una su tutte sono le bottiglie di plastica. Purtroppo è impossibile non usarle, per praticità e anche comodità a dire la verità, e se facciamo i conti la quantità che alla fine della giornata ricicliamo è davvero notevole».

Sulla spiaggia invece nessun problema: «Tutti i clienti sono serviti con bicchieri di vetro o portate su piatti di ceramica e hanno ben presente che riciclare deve diventare più che un’abitudine ma un vero e proprio stile di vita. I nostri addetti sono sempre presenti e gli ordini sono tassativi di tenere in ordine costantemente. Così come al bar, dove usiamo oltre ai bicchieri di vetro anche materiale bio come piatti, posate e quant’altro per il buffet».

Paola invece aggiunge: «Fra le tante proposte abbiamo un altro problema che ci sta mettendo in difficoltà: noi serviamo degli aperitivi “big”, che hanno bisogno di cannucce molto lunghe e in commercio a parte quelle di plastica non ce ne sono altre. Ci stiamo poi attrezzando per introdurre erogatori sia d’acqua che per le bibite, in modo da ridurre ancora di più il consumo della plastica, con la possibilità di usare sempre il vetro o borracce personalizzate».

Sia Pier Paolo che Paola sono convinti che serva tempo per ottenere dei buoni risultati: «Usare sempre meno plastica monouso e le bottiglie, sia grandi che piccole, deve diventare una cosa naturale. Dobbiamo difendere l’ambiente e noi lo sappiamo bene, vivendo con il turismo. Lo Skipper con tutte le sue attività s’impegna per farlo costantemente anche con molti sacrifici, ma l’attenzione non deve mai venire meno». —En.G.

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