Sicurezza
Il biologico, la nuova frontiera nel rispetto degli equilibri
Dal 2018 il percorso verso la certificazione, preceduta dalla lotta integrata, cioè dalla progressiva eliminazione di diserbanti e insetticidi
grosseto. Difficile pensare a cosa altro si possa tirare fuori dal cilindro di un marchio tanto apprezzato, blasonato e di qualità, che negli anni si è aggiudicato premi e riconoscimenti per tutta la gamma dei vini toscani e umbri, anche per un’azienda relativamente giovane come la tenuta Val delle Rose. Eppure quell’innovazione nella tradizione che spinge i Cecchi sempre un passo avanti, vede per la «pionieristica impresa in Maremma», come nel 1996 venne definita la nascita della tenuta di Poggio alla Mozza, un nuovo futuro nella conduzione totalmente biologica. Nel 2018 è stato avviato il percorso verso la certificazione, preceduta dalla lotta integrata, ovvero la progressiva eliminazione dei prodotti chimici, a partire da diserbanti e insetticidi, riducendo l’uso di antiparassitari. Nel 2021, tutti i 105 ettari di vigneti di Val delle Rose saranno certificati biologici. Se la Maremma è la nuova frontiera del vino secondo i Cecchi, il biologico le è quanto mai congeniale per il rispetto degli equilibri naturali su cui si fonda. Nel frattempo è in continua trasformazione anche il centro aziendale: sono in fase di completamento tre suite, da utilizzare come foresteria per gli ospiti, funzionali alle degustazioni, alle visite, alle presentazioni dei prodotti e ai numerosi eventi che vengono organizzati (il prossimo, sabato 27 luglio, alle 18, con lo show del quintetto jazz Gianluca Galvani 5tet The Sound of Swing). È, inoltre, in corso di realizzazione una nuova area che sarà adibita a congressi, in aggiunta alle sale di degustazione e al grande cortile esterno che in estate diventa teatro di serate dedicate al vino. –
L. S.
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