Il Tirreno

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campagnatico: parla luca grisanti 

Colonie feline Parte un esposto contro il sindaco

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CAMPAGNATICO. A Campagnatico 35 cittadini hanno raccolto firme e presentato un esposto contro il sindaco Luca Grisanti. Il documento è indirizzato alla Procura, al comandante della Municipale, al direttore della Prevenzione dell’Asl Toscana sud est. Sott’accusa «la presenza di colonie feline non corrispondenti a criteri normativi sotto il profilo igienico-sanitario».

Il documento mette all’indice «sindaco e amministrazione comunale di Campagnatico, noncuranti dei decreti del Presidente della Repubblica e delle leggi regionali sulla protezione degli animali». Si cita, in particolare, il fatto che «nei centri e in particolare nel centro storico ci sono cittadini che senza nessuna osservanza delle leggi somministrano 24 ore su 24 il cibo alle colonie feline, determinando problemi sul piano dell’istinto naturale del predatore oltreché minacce sulla salute pubblica. Tutto ciò non è maltrattamento degli animali?».

Grisanti spiega di aver ricevuto un esposto «accompagnato e sostenuto da ben 36 firme anche se in realtà i sostenitori sono 35, in quanto un cittadino ha firmato addirittura due volte». Per il sindaco è «un’assurdità parlare di “maltrattamento degli animali”: come può essere maltrattamento prendersi cura degli animali? Alcuni firmatari da me interpellati informalmente - prosegue Grisanti - hanno precisato di non essere stati informati dal primo firmatario in modo completo del contenuto dell’esposto allegato alla raccolta firme. Si evince che le firme non sono state accompagnate dalla visione del testo dell’esposto: sarà un aspetto da verificare nelle opportune sedi». Inoltre «già lo scorso anno il primo firmatario aveva fatto una richiesta di sopralluogo per controllare le presunte colonie: incaricai la Municipale di effettuare il sopralluogo dal quale non emersero né un’anomala colonia felina né recipienti con cibo incustoditi nelle aree pubbliche, ma una normale presenza di gatti e recipienti in aree private, come riportato nei verbali della Municipale. Quest’ultima, su mia sollecitazione, ha chiesto più volte informazioni sia al primo firmatario che ai firmatari di sostegno se conoscessero fatti utili per l’indagine, per esempio chi fossero le persone responsabili di alimentare la presunta e impropriamente detta colonia felina, ma nessuno dei firmatari si è espresso. Ad oggi mi vedo costretto a far convocare dalla Municipale i 36/35 firmatari dell’esposto per assumere sommarie informazioni nell’intento di conoscere finalmente chi siano “i cittadini che senza nessuna osservanza delle leggi continuano a somministrare cibo 24 ore su 24”. Se i firmatari collaboreranno per individuare i responsabili di questa fantomatica “colonia felina” indicando nomi e cognomi e se la Municipale e l’Asl ravviseranno pericolose condizioni igienico sanitarie per gli animali e per il territorio, solo allora mi riterrò obbligato a individuare una soluzione». Altrimenti «avrò consapevolezza che non esistano gatti randagi o in un numero preoccupante, che siano accuditi normalmente dai proprietari e che l’esposto sia stato presentato illegittimamente per colpire qualcuno in particolare. Non escludo che sia stato presentato in modo propagandistico: tra i firmatari vi è un esponente della minoranza già presente come consigliere di maggioranza nella scorsa amministrazione e che, durante il suo governo, non ritenne necessario provvedere a regolamentare le cosiddette colonie feline asserendo che il costo non era compatibile con le casse comunali, argomento che condivido». —



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