Sicurezza
Urbanistica, il progetto di Rossi «Una città che si allunga al mare»
Dal Casalone a Sterpeto, via libera a tutte le varianti. Ma la visione dell’assessore sdegna l’opposizione
«È una grande giornata per lo sviluppo urbanistico della città», dice il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. «Avete deciso di abbandonare la città, è troppo difficile governarla: questa è la vostra resa e la sconfitta della politica» risponde il capogruppo della Lista Mascagni, Carlo De Martis. Visioni diametralmente opposte, per un consiglio comunale che ha adottato, ieri mattina, le due varianti che da mesi fanno discutere, quella sulla Scansanese dove potrebbe sorgere (l’adozione della variante non è un via libera definitivo) un nuovo supermercato Conad, e quella per i terreni tra la ferrovia e via Alberto Sordi, al Casalone, dove è prevista la realizzazione di circa 240 abitazioni con un investimento da 50 milioni di euro.
La variante ribattezzata sui social “Casalone della Pescaia” è stata adottata coi voti a favore della maggioranza e i voti contrari di Pd, Lista Mascagni e Movimento 5 Stelle. L’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi ha confermato la scelta del Comune «di disegnare lo sviluppo di Grosseto verso il mare e verso il Parco della Maremma». Affermazione, questa, che ha irritato parecchio l’opposizione.
Si comincia spostando, al Casalone, parte delle previsioni residenziali del Regolamento urbanistico ancora inattuate, pari al 55%. Rossi sottolinea «che non si consuma nuovo suolo perché quei 17 ettari di campi fanno già parte del perimetro urbano». Anche se il fabbisogno abitativo di Grosseto non ha richiesto la realizzazione del 55% del residenziale previsto dal Ru, il problema è, per Rossi, che i grossetani non vogliono più stare «al quarto piano senza ascensore». Insomma ci sarebbe una corsa a tipologie abitative di maggior qualità, abitazioni sulla strada per il mare che possono attrarre i turisti. E poi i vantaggi: che, secondo Rossi, andrebbero oltre la cessione gratuita al Comune di 5 ettari di terreno e i 3, 7 milioni di euro di oneri di urbanizzazione. Ci sarebbero gli extraoneri come il miglioramento della viabilità con l’Aurelia Antica, la realizzazione di un centro polifunzionale a servizio della ciclabile e il potenziamento dei sottopassi ferroviari su viale Sonnino. E poi il lavoro portato dai cantieri e dai circa 50 milioni di euro di investimento.
Vantaggi sì, ma non per la comunità, secondo le opposizioni. «Ci state dicendo – spiega Lorenzo Mascagni (Pd) – che c’è bisogno di espandersi e con una certa urgenza da non poter aspettare il piano operativo, mentre ci sono ancora in attuazione 64mila mq di residenziale. La verità è che col nuovo piano operativo questo intervento non si potrebbe fare, perché dopo la riperimetrazione su quel terreno non si potrà più costruire». Le conseguenze per Grosseto saranno, per Pd, Lista Mascagni e M5s, abbandono di zone abitate, riduzione del valore degli immobili, problemi di sicurezza, perché aumenta il territorio da controllare, e di manutenzioni, e si fermerà definitivamente ogni velleità di recupero e rigenerazione del tessuto abitativo esistente. –
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