Attenzione
La Variante Conad passa tra polemiche e timori
Maggioranza compatta con la sola astensione di Maremma Migliore Carlo De Martis: «Ma c’era bisogno di un altro market?»
Un supermercato di circa 1. 500 metri quadrati con un distributore di carburanti e studi medici. Non è un centro commerciale, quello che la variante urbanistica adottata ieri in consiglio comunale prevede sulla Scansanese, ma sia il capogruppo della Lista Mascagni Carlo De Martis che il capogruppo del Pd Lorenzo Mascagni sottolineano che con la nascita del nuovo supermercato Conad in quella zona e con quelle caratteristiche «si va profilando un nuovo “polo” il cui impatto, sul tessuto commerciale cittadino, potrebbe essere dannoso».
La variante è stata adottata a maggioranza, con l’astensione di Francesca Pepi (Maremma Migliore). «L’esigenza imminente di un nuovo supermercato di media distribuzione – ha detto invece Francesca Amore (M5s) probabilmente non è giustificabile con l’aumento dei posti di lavoro, in quanto il rapporto cittadini/attività commerciali, come dichiarato dalle associazioni di categoria, è molto più alto della media, sia toscana che nazionale».
«C’è bisogno di un nuovo supermercato? – ha chiesto De Martis – Grosseto è seconda solo a Firenze con 23 supermercati. E anche Prato, che ha più del doppio degli abitanti, ne ha meno di noi. Pensiamo che possa portare danno alla città e alla zona in cui sorge, dove continuano a esistere esercizi commerciali di vicinato. Anche i posti di lavoro che saranno creati, probabilmente saranno sottratti all’esistente». Mascagni (Pd), annunciando il voto contrario, ha contestato all’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi il fatto che si possa spiegare l’utilità dell’intervento sulla base di quello che chiede il proponente. «Non basta – ha spiegato – dire che se qualcuno lo chiede, allora il mercato c’è. Abbiamo capito che il proponente ne trarrà un beneficio, e sappiamo anche che produrrà qualche vantaggio, ma quello che non è calcolato sono gli effetti collaterali che si vedranno negli anni».
Ieri una delegazione della Cgil era in Consiglio comunale per assistere alla votazione sulla variante Conad. Anche il sindacato parla di errore. «Il problema – si legge in una nota del segretario organizzativo Andrea Ferretti – non è l’iniziativa di Conad, ma l’idea fuorviante che la proliferazione delle strutture della Gdo generi di per sé sviluppo economico e occupazione». Cgil chiederà di inserire una clausola sociale nella convenzione tra il Comune e la società che realizzerà il supermercato per far riassorbire le persone che dovessero essere licenziate in strutture della media distribuzione dell’area. La preoccupazione è che i lavoratori dai 35 ai 55 anni siano i più penalizzati e vengano «sostituiti da giovanissimi con forme contrattuali spurie e più precarie, quindi più convenienti per i datori di lavoro». –
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