L’Enpa ha sporto denuncia Gli oltre quaranta cani sono ancora in difficoltà
Ieri pomeriggio Asl e polizia municipale sono tornati a ispezionare la struttura Il sindaco: «Il Comune non ha le risorse per il mantenimento»
RIBOLLA. Ieri mattina l’Enpa ha formalizzato una denuncia al comando dei carabinieri di Grosseto riguardo al “canile” che si trova in località Sassicaia, a Ribolla, dove – stando al sopralluogo compiuto due giorni fa da Marlena Giacolini – “sopravvivono” oltre 40 cani (meticci, ma anche labrador e altre razze in purezza, alcuni senza chip), custoditi da un uomo in oggettiva difficoltà nell’accudirli. Una quindicina di questi cani appartengono a una signora di cui si conosce nome e cognome e che adesso vive nell’hinterland fiorentino. I cani soffrono il caldo e la sete, alcuni sono ammalati di rogna. A volte scappano dal recinto e cercano il cibo dove capita. In passato ne hanno fatto le spese i pollai dei vicini, quello dei Guerrini e degli Antonelli.
Nel pomeriggio Asl e vigili urbani sono tornati a esaminare la situazione del canile, per decidere su un eventuale richiesta di sequestro. All’interno dell’area privata sono state individuate e fotografate anche due carcasse, oltre a un camper che presto verrà rimosso e rottamato. Lo conferma l’assessore alla polizia municipale del Comune di Roccastrada Emiliano Rabazzi, che oggi lancerà un appello/campagna per sostenere il canile.
Ieri, sulla vicenda è intervenuto il sindaco Francesco Limatola: «Innanzitutto - attacca - ringrazio l’Enpa e Marlena Giacolini per quanto si sta facendo e si farà per il bene degli animali, per il coraggio e la sensibilità dimostrati anche in questa occasione. Poi i volontari di Avrai, l’altra associazione locale che si occupa del benessere degli animali. Infine i singoli cittadini che si sono presi a cuore questo caso. Il Comune farà la sua parte. Mi pare evidente, tuttavia, e voglio dirlo chiaramente, che l’amministrazione comunale di Roccastrada, nel caso venga disposto un sequestro, non ha a disposizione le risorse finanziarie per pagare le rette al rifugio Dog Farm. Quindi andrebbe concordato un percorso diverso. Mi auguro un colpo d’ala del volontariato, che permetta, nel presente e nel futuro, di tenere i cani adeguatamente, nel loro habitat, senza gravare troppo sulle casse del Comune. L’altro piano su cui ci stiamo muovendo sono i servizi sociali per aiutare l’uomo, il custode, un 56enne che ha bisogno di aiuto e che si toglie il cibo dalla bocca per darlo ai suoi cani e a quelli che gli sono stati lasciati in custodia. Una situazione border line».
Il terreno, su cui sono stati realizzati alcuni gabbiotti e su cui insiste una baracca in legno in fase di accatastamento (dove l’uomo dorme e si ripara dal sole), appartiene a una famiglia che adesso vive a trecento chilometri di distanza da qui. Per circa cinque anni è stato un giardino ben tenuto, poi a partire dal settembre 2018, dopo la stipula del contratto di affitto, la situazione è degenerata. I cani sono stati portati a Ribolla, un po’ alla volta, da Campagnatico, a bordo del camper. I vigili urbani di Roccastrada, che qui hanno compiuto diversi sopralluoghi (l’ultimo ieri), non escludono che possa trattarsi di una sorta di pensionato abusivo per cani e che l’uomo riceva un piccolo compenso per la custodia.
L’Asl, con la veterinaria Carla Gagna, era intervenuta anche il 26 giugno scorso, una settimana fa, dopo l’ennesima segnalazione. —G.B.
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