Sicurezza
Andrea Turchi, “Il Marinaro” sulla rotta Francia-Maremma
L’artista grossetano, 23 anni, ora vive in Francia e ha dedicato una canzone ai migranti. Il video, girato a Talamone, è da qualche giorno su YouTube
GROSSETO. Raccontare il dramma dell’immigrazione attraverso la storia di un pescatore che salva i migranti in mezzo al mare. Nasce così “Il Marinaro”, la canzone scritta due anni fa dal giovane cantautore grossetano Andrea Turchi e che è da poco anche su YouTube (qui il link) con un videoclip girato tra Talamone e l’isola d’Elba da un altro professionista grossetano amico del cantautore, Mario Salanitro.
Andrea Turchi, 23 anni, racconta la storia di questa canzone da Amiens, la città francese dove vive da quattro anni. Qui è arrivato grazie al progetto Erasmus e non l’ha più lasciata. Dopo il diploma all’istituto tecnico per geometri Andrea si è infatti trasferito a Padova per studiare sociologia e al secondo anno ha avuto l’opportunità di una borsa Erasmus in Francia.
«Qui ad Amiens – dice Andrea – ho trovato la dimensione giusta per la mia creatività e ci sono rimasto anche dopo la laurea a Padova per frequentare la scuola di circo Jules Verne e continuare a coltivare la passione per la musica che ho avuto fin da giovanissimo».
Quando ancora abitava a Grosseto infatti Andrea suonava come batterista in una cover band degli Oasis e anche a Padova ha avuto esperienze come corista e percussionista. In Francia però scopre la sua vena di cantautore e inizia a comporre canzoni e a esibirsi in bar, sale da concerti e festival. «Ho scritto finora sedici canzoni – dice Andrea – Molte prendono spuntano dall’attualità, come quella che ho composto per la tragedia del ponte Morandi a Genova, altre sono più legate al mio vissuto personale».
“Il Marinaro” in qualche modo mette insieme cronaca e ricordi di famiglia. «Anche se l’ho scritta due anni fa è una canzone purtroppo molto attuale – dice Turchi – Facendo parlare questo personaggio immaginario ma realistico non do giudizi ma invito a riflettere sul fatto che chi attraversa il Mediterraneo mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri figli lo fa perché costretto da gravi motivi. Del resto io non ho un’immagine astratta dell’Africa: l’ho girata tutta da piccolo con mio padre in moto».
Andrea è infatti uno dei figli di Stefano Turchi, vigile del fuoco e notissimo pilota di rally, e ricorda bene il primo viaggio in Algeria quando aveva solo sette anni. E dopo quello ce ne sono stati molti altri. «La canzone è molto ritmata e non vuole suscitare tristezza in chi la ascolta – dice Andrea – l’obiettivo è far riflettere le persone».
Presto Andrea sarà in Maremma per un periodo in famiglia da dedicare comunque al lavoro e allo studio per i suoi prossimi concerti. Per ascoltarlo dal vivo in zona c’è già una data disponibile: Andrea Turchi si esibirà infatti il 10 agosto agli scavi dell’antica città di Cosa ad Ansedonia in occasione dell’evento dedicato alla notte delle stelle cadenti. —
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