Proteste
Alghe su quattrocento metri di spiaggia
Protesta un turista abituale del Golfo: «Bagno impossibile al pomeriggio, i bambini non riescono nemmeno a giocare»
Le alghe triturate hanno salvato la spiaggia di Follonica dal fenomeno dell’erosione costiera ma la loro presenza non è sempre piacevole e così, come ogni anno, con l’arrivo della stagione balneare, non mancano le classiche polemiche sorte intorno alla questione.
«Anche quest’anno, come ormai da più di 45 anni, sono ritornato in vacanza a Follonica, ma ho trovato una spiacevole novità: circa 400 metri di spiaggia e di mare completamente invasi dalle alghe che, sopratutto nelle ore pomeridiane, rendono quasi impossibile la serena balneazione – dice un turista – I bambini non riescono a fare neanche le buche nella sabbia per le alghe morte mischiate alla sabbia e sulla battigia».
La posidonia oceanica è endemica in tutto il bacino del Mar Mediterraneo e in occasione della grande mareggiata dello scorso ottobre quest’alga è stata fondamentale nei lavori di recupero dell’arenile: triturata è stata utilizzata per aiutare il ripascimento. Toglierla per avere spiagge intonse significherebbe fare un danno all’ambiente.
Lo spiega ampiamente il Wwf nel «Dossier coste: il profilo “fragile” dell’Italia» fondato sui risultati di un progetto internazionale di ricerca, il Global Land Project. Il Wwf spiega che i resti di posidonia oceanica – così come anche tronchi, rami, canne, foglie ed alghe – devono essere lasciati lì dove il mare li deposita. «La presenza di resti di posidonia sulla spiaggia è indice di alta qualità ambientale – si legge nel dossier – molto meglio di una “bandiera blu”: i Comuni dovrebbero quindi andarne fieri e non far di tutto per rimuoverne ogni indizio. La degradazione delle foglie – continua il Wwf nel dossier dedicato al mare – è alla base delle catene alimentari costiere, garantendo così una pesca abbondante. Inoltre, i cordoni che si spiaggiano, sono un formidabile strumento per smorzare la forza delle onde e consentire alla sabbia di depositarsi ed essere trattenuta».
La questione è ben nota all’amministrazione comunale di Follonica: «Le alghe sono necessarie – spiega il vicesindaco e assessore alle politiche del mare Andrea Pecorini – cerchiamo comunque di alleggerire il problema dove necessario specialmente dove il triturato utilizzato per il ripascimento si nota di più ma non possiamo assolutamente eliminarle tutte. Verranno probabilmente sotterrate per la sostenibilità ambientale».
Percorini ricorda poi che, ad oggi, la spiaggia di Follonica è ancora un cantiere aperto e che i lavori di ripascimento termineranno nel 2020: «Credo che dei piccoli disagi temporanei siano ammissibili nell’ottica di una spiaggia futura più bella e sana» conclude. —
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