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Grosseto

l’ex sindaco di capalbio 

«Uffici turistici Ci siamo mossi con trasparenza»

«Uffici turistici Ci siamo mossi con trasparenza»

Bellumori sull’appalto a Zig Zag:  «Noi avevamo assegnato  al precedente gestore il servizio poi revocato dalla nuova giunta Non ci accusino di lassismo»

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CAPALBIO. Luigi Bellumori, ex sindaco di Capalbio, fa chiarezza sull’articolo pubblicato ieri su Il Tirreno a proposito della “riassegnazione” degli uffici turistici a Zig Zag.

Bellumori precisa che la ricostruzione «è fuorviante sui fatti, peraltro ridefiniti con annullamento e revoca di una decisione dell’ex amministrazione e non già una mancata assegnazione o predisposizione di bando». L’articolo riportava che «l’affidamento era scaduto a maggio senza che la precedente amministrazione Bellumori procedesse a nuovo bando». L’ex sindaco puntualizza però che «l’amministrazione precedente aveva – a seguito di elementi acquisiti dall’Ufficio preposto – proceduto a indicare la Pro loco Buranaccio quale gestore di breve periodo nelle more della predisposizione del nuovo bando che avrebbe dovuto definire la nuova amministrazione. Questa ha fatto valutazioni diverse e peraltro legittime, chiedendo alla Pro loco la rinuncia al servizio. I giorni prima delle elezioni Zig Zag, tramite il suo presidente più volte in lite con scambi di mail e intemperanze con il responsabile del settore, utilizzando mezzi discutibili e informazioni in possesso per i doveri previsti dalla convenzione a suo tempo sottoscritta, scrisse una nota ad amministrazione, stampa e operatori economici ledendo volutamente l’immagine degli amministratori e dell’agire pubblico e imparziale degli uffici. Una sorta di stato di accusa non motivato né suffragato dagli obblighi previsti dalla convenzione a suo tempo sottoscritta sui cui oneri aveva conoscenza poiché aggiudicatario del bando. Non è mistero che il presidente di Zig Zag parteggiasse per il candidato poi risultato sindaco (abbondante la documentazione fotografica). Dunque servizi assegnati dalla precedente giunta con la massima trasparenza a un gestore, poi revocati dalla nuova amministrazione e riassegnati a Zig Zag per 6 mesi a 15.860 euro. Scelta politica legittima “politicamente”, non certo legata al fatto che era stato lasciato un inadempimento in carico all’amministrazione entrante com’è raccontato. Alla luce delle carte e delle mail, altri valuteranno la congruità economica dell’operazione e altri ancora quali organi preposti valuteranno altri profili. Essere dopo tutto additati di lassismo mi pare francamente troppo». —

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