Sicurezza
Una nuova legge sulla caccia per difendersi dagli ungulati
Il testo elaborato dalla Cia insieme agli agricoltori è stato accolto dalla Regione Toscana che ora provvederà a portarlo sui tavoli nazionali
grosseto. La conferenza sulla caccia organizzata in Regione ha dato i suoi frutti e ora gli agricoltori sono pronti a condividere il lavoro normativo fatto in questi mesi per meglio incardinare la proposta di legge 157/92.
«Apprezziamo l’impegno dell’assessore Remaschi e la sua disponibilità a portare e rilanciare sui tavoli nazionali la proposta di modifica della Legge 157/92 che abbiamo presentato e depositato nelle scorse settimane – dice Luca Brunelli, presidente della Cia – Come Cia Toscana siamo disponibili a condividere il lavoro fatto ed il patrimonio di conoscenze a disposizione, che hanno contribuito a elaborare la proposta di modifica della legge. La conferenza sulla caccia è un piccolo segnale in avanti, che testimonia l’impegno della Regione Toscana a cercare di risolvere i problemi legati al sovrannumero di ungulati ed i relativi danni, che da troppi anni e decenni affliggono l’agricoltura toscana».
Luca Brunelli, dalla conferenza regionale sulla caccia che si è conclusa a Grosseto, ha commentato l’intervento dell’assessore regionale Marco Remaschi.
I numeri sugli ungulati che sono emersi dalla conferenza – ma non è una novità, sono allarmanti – la Toscana ne conta più di tutte le altre regioni, almeno 420mila, il 30 per cento di cinghiali di tutta Italia, il 40 e 45 per cento di caprioli e daini; e danneggiano spesso i campi coltivati.
«È urgente e non più prorogabile la modifica della Legge 157/92 sulla caccia – ha ribadito il presidente Cia Toscana Luca Brunelli – La legislazione in vigore era nata in una situazione ambientale e sociale completamente diversa da quella attuale; oggi è obsoleta e carente per affrontare i problemi che le nostre aziende agricole sono costrette a subire tutti i giorni. Per questo motivo come Cia Agricoltori Italiani abbiamo proposto nelle scorse settimane una radicale riforma della legge, e abbiamo indetto una mobilitazione generale in Toscana ed in tutta Italia, oltre che nei confronti del Governo centrale, per modificare profondamente queste politiche».
Con la modifica della Legge 157/92 si deve sostituire il concetto di protezione con quello di gestione – sottolinea la Cia Toscana – distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria. Inoltre le attività di controllo della fauna selvatica non possono essere delegate all’attività venatoria e deve essere rafforzata l’autotutela degli agricoltori. Fino al risarcimento totale del danno.
Una richiesta, quella degli agricoltori, che è arrivata sul tavolo della Regione e che ora potrebbe, una volta approvata, portare grandi benefici a un settore messo in ginocchio proprio dalla presenza degli ungulati. —
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