Sicurezza
Stoviglie in plastica usa e getta C’è l’alternativa: ecco come fare
D’estate si fa un grande uso di piattini, bicchieri e forchette monouso ma Legambiente svela che esiste anche l’opzione compostabile
COORDINATA 2
Se la coordinata di ieri vi ha incuriosito abbastanza da correre a leggere quella di oggi per capire come riuscire ad essere davvero sostenibili, l’attesa è finita. Siete pronti a prendere appunti?
Ieri vi avevamo chiesto di verificare la presenza di stoviglie in plastica al vostro arrivo allo stabilimento. Se avete portato a termine la vostra missione, probabilmente in molti casi la risposta sarà affermativa. Se siete tra coloro che invece non hanno trovato traccia di articoli in plastica usa e getta potete dirvi molto orgogliosi del vostro stabilimento. In caso contrario, tenete a mente ciò che state per leggere e al termine della lettura andate subito a fare due chiacchiere con il vostro operatore di fiducia per suggerirgli come diventare plastic free. Partiamo dalla base: le alternative ecologiche alle stoviglie in plastica usa e getta esistono, sono in commercio e sono alla portata di tutti. Costano qualche centesimo in più rispetto agli omologhi in plastica, è vero, ma vi assicuriamo che il vantaggio per l’ambiente è davvero notevole. Se vi state chiedendo il motivo per il quale non è sufficiente riciclare gli articoli usa e getta in plastica tradizionale la risposta è semplice: questo processo comporta un consumo di energia per il trasporto e la lavorazione molto alto che a sua volta genera una produzione di Co2 elevata. Inoltre è bene tenere conto del fatto che una parte dei rifiuti rischia di finire nell’ambiente, inquinando mare e terra. La plastica impiega dai cento ai mille anni per degradarsi, un’eternità che non ci possiamo permettere.
Ora che avete la situazione più chiara per quanto riguarda gli articoli in plastica, passiamo allo step numero 2. In commercio sono disponibili stoviglie riciclabili che, tra le altre cose, nel caso in cui dovessero finire nell’ambiente, sarebbero biodegradabili. Il che vuol dire che riuscirebbero a decomporsi al 90% in soli 6 mesi. In commercio sono presenti anche articoli compostabili. La differenza rispetto ai precedenti? Riescono a disintegrarsi in meno di 3 mesi e si trasformano in compost. Questi articoli una volta usati vanno gettati con i rifiuti organici. Le stoviglie compostabili in genere vengono realizzate in Mater-bi, la bioplastica brevettata dalla italiana Novamont e utilizzata anche per i sacchetti riciclabili per il rifiuto umido e l’ortofrutta. Il Mater-Bi è un materiale ricavato da componenti vegetali (cellulosa, glicerina e amidi). I bicchieri compostabili vengono realizzati in polilattato, polimero ricavato dal mais, mentre i piatti sono realizzati in polpa di cellulosa, proveniente dalle fibre di piante a ricrescita veloce, come la canna da zucchero. In sintesi: via la plastica dallo stabilimento che inquina il nostro mare e sì al Mater-Bi e alla plastica riciclata!
Domani di cosa parleremo? Di tartarughe, dell’invasione della plastica in mare e delle conseguenze sul clima.
A domani!
Festambiente
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