Il Tirreno

Grosseto

lavoro e polemiche 

«Sindacati svuotati del ruolo» Centrosinistra contro Cerboni

Gabriele Baldanzi
«Sindacati svuotati del ruolo» Centrosinistra contro Cerboni

Il Pd e la lista Mascagni hanno presentato un’interrogazione al sindaco Al centro dello scontro l’assemblea con i lavoratori del 25 giugno scorso

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GROSSETO. Il duro scontro in atto tra l’assessore al personale del comune di Grosseto Giacomo Cerboni e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil diventa un caso politico, con i consiglieri di minoranza che interrogano il primo cittadino Antonfrancesco Vivarelli Colonna e chiedono spiegazioni su quanto accaduto. A firmare l’interrogazione sono i gruppi Pd e Lista Mascagni. «Lo scontro in atto da giorni in municipio – scrivono Carlo De Martis, Marilena Del Santo, Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo e Catuscia Scoccati – non sarebbe di per sé nulla di eccezionale se attenesse alla normale dialettica tra parte datoriale e rappresentanti dei lavoratori per la modifica di condizioni contrattuali. Qui, però, è accaduto qualcosa di diverso, di inusuale, di grave. Ed è per questo che abbiamo presentato un’interrogazione: per chiedere conto al sindaco e all’assessore di quanto compiuto».

Cerboni aveva indetto un’assemblea per il 25 giugno scorso, invitando tutti i dipendenti comunali per discutere del nuovo orario di lavoro, del contratto collettivo integrativo e di progressioni orizzontali. Tutti argomenti oggetto di contrattazione con le delegazioni sindacali. Inizialmente i sindacati erano stati però tenuti all’oscuro dell’incontro, per poi essere invitati in un secondo momento dopo averne avuto conoscenza in modo occasionale e aver quindi sollevato le loro rimostranze. «Troviamo del tutto comprensibile – proseguono i consiglieri – la reazione delle organizzazioni sindacali, a tutela innanzitutto dei singoli lavoratori, ma anche della stessa funzione riconosciuta dalla legge al sindacato, che in questo modo verrebbe neutralizzato dalla politica, che assume il ruolo di parte datoriale e tratta direttamente con il personale. Non stupisce, quindi, che siano state preannunciate azioni giudiziarie nei confronti del Comune, ipotizzando una condotta antisindacale ai sensi dell’articolo 28 dello statuto dei lavoratori. Un fatto che, se si concretizzasse, si rivelerebbe di assoluta gravità, e non solo per le conseguenze di ordine finanziario che ne deriverebbero».

Ma non è tutto, perché ciò che i sindacati contestano è anche lo sconfinamento compiuto dall’assessore Cerboni in materie che sono di competenza del dirigente del settore, che in questa vicenda sarebbe stato sostanzialmente esautorato, scavalcato. «Nel nostro ordinamento – sono ancora parole di De Martis, Mascagni e degli altri consiglieri – esiste una ben precisa distinzione tra le funzioni di indirizzo, di esclusiva pertinenza degli organi di governo, e le funzioni di gestione e attuazione dell’attività amministrativa, di esclusiva pertinenza delle figure dirigenziali. E non si tratta di sottigliezze giuridiche, perché in ciò si sostanzia quel principio di separazione tra politica e amministrazione che costituisce un fondamentale presidio di efficienza e trasparenza della macchina amministrativa». I consiglieri del centrosinistra si domandano, infine, a che pro l’assessore, da tutti considerato competente, «abbia intrapreso un’azione così scomposta e (apparentemente) superficiale». «Un risultato Cerboni – conclude De Martis – lo ha già raggiunto, ed è quello di aver creato divisioni e malumori tra lavoratori e sindacati, tanto che l’assessore ha voluto rivendicare pubblicamente la solidarietà ricevuta da alcuni dipendenti. Secondo noi ci rimetterrano i lavoratori». —

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