Gara di sorpassi sulla sp 161 Sotto accusa i due conducenti
Alla scena avevano assistito due carabinieri, che una volta in paese avevano rintracciato la Lotus Elise e la Bmw M4 e coloro che erano al volante
MONTE ARGENTARIO. Correvano a velocità folle - anzi, era in corso una vera e propria gara, secondo l’accusa - lungo la strada provinciale 161, quella tra Santa Liberata e Porto S.Stefano. Sorpassi reciproci, rallentamenti improvvisi, accelerazioni in tratti con curve, violazioni del divieto di sorpasso. Una Lotus Elise e una Bmw M4 che si erano poi dirette verso il paese. Erano le 24 della notte tra il 20 e il 21 maggio 2016.
Forse non sarebbe accaduto nulla se su una delle auto sorpassate non ci fossero stati due carabinieri della stazione di Porto S.Stefano, su un mezzo non di servizio. I militari erano nella zona del Pozzarello e avevano assistito, per quanto avevano potuto, ai sorpassi azzardati, tra l’altro anche in punti con illuminazione insufficiente. I militari erano riusciti solo a prendere il numero di targa. Ma una volta giunti a Porto S.Stefano, in via del Molo, avevano rintracciato la Lotus che, secondo il racconto dei carabinieri che si erano qualificati, aveva finito per “perdere” la sfida con la Bmw, perché quest’ultima era riuscita a superare una fila di auto in colonna. Accanto c’era il conducente, Filippo Liberatori, 42 anni, romano, che aveva ammesso ai militari di aver corso ma soltanto perché messo in agitazione dalle manovre della Bmw di colore nero: «Ho avuto paura, poi ho cercato di raggiungerlo per vedere chi era ma me lo sono perso». Poi era stato rintracciato il conducente di quest’ultima, Giovanni Casalini, 36 anni, anche lui romano. Con lui c’era una ragazza che, ai carabinieri, aveva dichiarato di non essersi accorta di nulla perché intenta a leggere le e-mail sul proprio smartphone. I carabinieri avevano sequestrato la Lotus ma non la Bmw perché appartenente a una persona diversa dal conducente e ritirato a entrambi la patente per la violazione del Codice della strada.
Ieri, davanti al giudice Marco Bilisari, le posizioni dei due imputati (entrambi presenti in aula) si sono separate. Nessuno ha scelto di discutere il capo di imputazione. Giovanni Casalini, assistito dall’avvocato Francesco Bomba, ha chiesto e ottenuto di patteggiare la pena con il viceprocuratore onorario Leonardo Brogi: 4 mesi e 4.000 euro di multa, il giudice ha concesso il beneficio della sospensione della pena ma ha anche proceduto alla sospensione della patente di guida per un anno. Per Liberatori, assistito dall’avvocato Livio Vardanenga, l’udienza è stata invece rinviata alla fine di ottobre, per l’approvazione del programma di messa alla prova, un istituto che - se il programma viene rispettato - consente l’estinzione del reato contestato. —
Pierluigi Sposato
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