Attenzione
Al Moby Dick sfida partita: "Noi balneari dobbiamo essere d'esempio"
Allo stabilimento dii Marina si fa la differenziata e si evitano detersivi dalle grandi confezioni
MARINA DI GROSSETO. Tra gli stabilimenti balneari della costa maremmana ce ne sono alcuni che hanno già dichiarato guerra alla plastica usa e getta e si sono alleati con le buone pratiche di riciclo dei rifiuti.
Tra questi c’è il bagno Moby Dick in via Serena 4 a Marina di Grosseto, dove quest’anno i clienti hanno trovato alcune novità: cestini per la raccolta differenziata in spiaggia e al bar e le prime stoviglie in materiale compostabile (cioè che si possono buttare nel secchio dell’umido) al posto di quelle in plastica.
Proprio Simone Guerrini, titolare del bagno e presidente di Fiba, il sindacato dei balneari di Confesercenti, è stato tra i primi a caldeggiare l’idea di accompagnare il gioco “Mare Amore Mio”, il gioco del Tirreno per l'estate 2019 che premia gli stabilimenti balneari con ricchi premi (clicca qui per informazioni) a una campagna di sensibilizzazione sul tema del plastic free e dell’eliminazione della plastica usa e getta.
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Già questa estate, infatti, gli stabilimenti balneari toscani stanno anticipando la direttiva europea che dal 2020 toglierà la plastica dalle spiagge. In Maremma ci sono dei pionieri, i bagni di Castiglione della Pescaia, che già l’anno scorso hanno avviato questa rivoluzione.
A Grosseto il Comune metterà al bando la plastica usa e getta dai locali pubblici a partire dal 31 dicembre 2019, ma con la raccomandazione di darsi da fare sin da subito. Ebbene, il bagno Moby Dick è tra quelli che si è fatto sotto.
«Al Moby Dick abbiamo iniziato la raccolta differenziata della plastica e adottato alcune misure, ad esempio eliminando le confezioni di sapone per pavimenti e comprando prodotti più concentrati e dalle confezioni più piccole e quindi meno impattanti», spiega Guerrini.
Un’altra rivoluzione è a tavola con stoviglie che, pian pipano, passano dalla plastica al compostabile. «In questo caso stiamo iniziando pian piano perché abbiamo ancora delle giacenze da smaltire – spiega Guerrini – ma laddove è possibile abbiamo iniziato».
E la strada, confessa Simone, appare lunga e in salita. «Io lo chiamo l’anno zero – dice – perché la gente non sa nemmeno in quale contenitore buttare un rifiuto rispetto a un altro. Siamo noi per primi ad avvicinare il cliente a queste pratiche e non solo all’interno del nostro bagno. È importante anche responsabilizzarlo anche per la spiaggia libera. Ed è importante che tutti i balneari non guardino solo alla propria concessione, ma a tutta la spiaggia, anche quella libera: noi dobbiamo essere d’esempio».
E in questo non saranno soli. Lo spirito dell’iniziativa del Tirreno “Mare Amore Mio” è proprio questo: informare, sensibilizzare e premiare con gesti concreti.
«A volte si ha l’impressione che il discorso del plastic free sia una moda, mentre la gente non sa nemmeno di che si parla. Perciò questo gioco è importante per l’informazione che sa dare». —
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