Sicurezza
Si finge operaio per poter entrare in una casa
Con lui anche un sedicente carabiniere: «C’è mercurio nell’acqua». I due si sono allontanati senza portar via nulla
L’ultimo episodio raccontato dal Tirreno risale allo scorso maggio quando un falso tecnico del Fiora era riuscito a portare via da una villetta di San Luigi contanti per circa 1.500 euro e diversi gioielli. Ieri mattina di nuovo un falso operaio, questa volta accompagnato da un sedicente carabiniere, è riuscito ad entrare in un’altra villetta, sempre in San Luigi, senza però riuscire, almeno questa volta, a portare via nulla.
«Mia madre, mio padre e mio figlio si trovavano in casa – racconta Cristina Cini – e alle 9.30 hanno sentito suonare insistentemente il campanello. Ha aperto mia madre: alla porta c’era un uomo vestito da operaio che ha detto di dover necessariamente controllare le tubature perché inquinate dal mercurio». La donna, di fronte alle richieste insistenti dell’uomo, ha aperto la porta: «L’uomo diceva che era necessario bonificare le condutture dell’acqua perché piena di mercurio – racconta Cini – così mia madre lo ha accompagnato in bagno dove il finto operaio ha versato una polvere nauseabonda nel lavandino: a contatto con l’acqua si è sprigionato uno strano odore ma fortunatamente mia madre ha subito chiuso la porta del bagno dietro di sé e non ha respirato».
Prima di iniziare il giro della casa il falso operaio si è accertato che in casa non ci fosse nessuno: l’anziana, quasi 80 anni, ha però finto di essere sola all’interno della villetta e l’uomo non ha fatto altre domande. Quando sono tornati in salotto la sorpresa: in casa era entrato anche un complice dell’operaio, un falso carabiniere che era stato sorpreso dal bambino, il figlio undicenne di Cristina Cini, il quale, sentendo rumori al piano di sotto, era sceso a controllare.
«Nel frattempo il falso operaio ha poi spiegato a mia madre che avrebbe dovuto staccare tutte le prese, lasciando acceso soltanto il frigorifero dove avrebbe dovuto mettere tutti i telefoni cellulari – continua Cini – Ad un certo punto l’operaio ha chiesto di vedere l’altro bagno e mia madre ha detto che era occupato da mio padre che stava facendo la doccia. Di fronte alla presenza di un uomo in casa i due hanno trovato una scusa e se ne sono subito andati via a piedi». È stato proprio il fatto che i due fossero andati via insieme e a piedi che ha fatto insospettire la donna che si è poi rivolta alle forze dell’ordine. Fortunatamente però, questo volta i truffatori non sono riusciti a portare via nulla. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google