Proteste
Imputato per lesioni «Ma non guidavo io»
Guida senza patente e in stato di ebbrezza tra le accuse I testimoni: «Lui era incastrato al posto del conducente»
FOLLONICA. Lesioni colpose, perché come conducente avrebbe causato un incidente in cui erano rimaste ferite cinque persone, tre delle quali in modo molto grave. Guida in stato di ebbrezza, con un tasso alcolico (1.95) quattro volte superiore a quello consentito dalla legge. Guida con patente sospesa. Velocità superiore a quella consentita (131 invece di 50). Invasione di zona interdetta alla circolazione. Violazione del divieto di sorpasso. Distanza di sicurezza inferiore a quella che avrebbe permesso una frenata. Infine calunnia, per aver dichiarato ai carabinieri che al volante c’era la sua convivente.
Queste le contestazioni mosse a Musadin Ibraimi, macedone di 29 anni abitante a Venturina, imputato per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto la sera del 4 maggio 2017 sulla Vecchia Aurelia, a nord di Follonica, km 48, intorno alle 21.20. Secondo l’imputazione, sarebbe stato alla guida di una Audi A6 che avrebbe tamponato una Toyota Yaris. I mezzi erano diretti entrambi verso sud. Erano rimasti feriti i due massetani sulla Yaris, Fabio Barbieri e Alessandro Vannini, e i tre passeggeri sulla Audi, Alessandra Poloni, Mirko Motta e la convivente di Ibraimi, Margareta Bighiu.
Davanti al giudice Marco Bilisari, ieri ha testimoniato il luogotenente del radiomobile intervenuto insieme ai colleghi. Il militare ha riferito che il fondo era bagnato perché aveva smesso poco prima di piovere. «La Yaris era in mezzo alla strada, l’Audi era fuori con tre persone a bordo e una dietro. Ibraimi accusava la fidanzata, dicendo che era lei alla guida. Lui dov’era? Bloccato al posto di guida. Quando uscì dall’auto, sanguinava alla testa e a una gamba. Fu una lotta riuscire a farlo accompagnare all’ospedale di Grosseto per fare l’alcoltest, un esame che fu poi disposto coattivamente dal pm».
In aula anche il caposquadra dei vigili del fuoco sopraggiunti per i soccorsi: «Era già presente il 118. Ricordo che alla Yaris fu tolto lo sportello lato guida per estrarre una persona. Nell’Audi c’erano persone che non riuscivano ad uscire: le portiere erano bloccate. Sul lato guida c’era Ibraimi: gli mancava una scarpa, poi recuperata tra i pedali. Facemmo uscire le due persone davanti utilizzando le cesoie per rimuovere lo sportello lato guida». Una addetta al 118 ha poi spiegato che «c’era una persona che ostacolava i soccorsi e mi impediva di avvicinarmi a una ragazza». Prossima udienza a dicembre, con il consulente del pm. — P.S.
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