Sicurezza
Muore Guerrazzi, anima della Croce rossa
Follonica: addio allo storico presidente dell’associazione, alla quale aveva dato un forte impulso
FOLLONICA. Era il 1995 quando Inaco Sauro Guerrazzi lasciava il suo incarico alla Croce rossa di Follonica; per tutti i volontari che lo hanno conosciuto lui è però sempre rimasto “il presidente”.
Sauro si è spento sabato scorso all’eta di 88 anni e i suoi funerali si terranno lunedì 1° luglio in forma privata.
Guerrazzi ha diretto la Croce Rossa dal 1981 al 1995 e durante la sua presidenza ha rinnovato il parco veicoli e la sede di via Marconi, dando nuovi spazi ai volontari con uffici e locali adeguati alle esigenze. Fu lui che ideò anche la nuova sede dove si trova attualmente la Croce rossa, con un primo progetto che fu presentato agli uffici centrali di Roma ottenendo una prima approvazione. Poi per ragioni burocratiche il progetto vide un periodo di sosta che fu interrotto dal successivo presidente. Inoltre diede un forte impulso al settore soci con campagne promozionali che portarono a una considerevole integrazione del loro numero.
Tanti lo ricordano con affetto: «Per noi che abbiamo frequentato via Marconi, vecchia sede della Croce rossa di Follonica – dicono i volontari – oggi è un giorno triste perché il nostro storico presidente Inaco Sauro Guerrazzi ci ha lasciati. In realtà non era più presidente dall’ormai lontano 1995, ma per tutti noi non ha mai smesso di esserlo ed ancora, fino a pochi giorni fa, quando ci siamo sentiti, perché lui si informava costantemente di come andavano le cose in Croce rossa, lo si salutava dicendo “salve presidente!».
Sauro – continuano i volontari – è stato una persona di grande carisma ma anche un uomo generoso e di una lucida e scaltra intelligenza». E la Croce rossa ricorda poi momenti di vita del passato che sono rimasti impressi nella memoria: «Sauro ti dava rigorosamente del “lei” – dicono – e questo ci faceva un po’ sorridere ma lo rendeva importante ai nostri occhi di ragazzi e ragazze. Ci ha trasmesso quella voglia di crescere e servire il prossimo con competenza e soprattutto gentilezza, ci ha insegnato la correttezza nelle nostre mansioni amministrative, ci ha spronati – proseguono – ad andare sempre avanti nonostante le difficoltà e ci è sempre stato vicino non mancando mai alle nostre feste. Ci incantava il suo modo di esprimersi, calmo, riflessivo, con quella leggera e simpatica “calata” livornese e pisana con la quale spesso finiva discorsi seri in battute o barzellette». E concludono: «Amava paragonare il volontariato a un’arnia di api, che producono e lavorano senza sosta ma che non devono essere disturbate perché altrimenti si disperdono e non ci regalano più quel dolce nettare. L’uomo non è destinato a far parte di un gregge come un animale domestico, ma di un alveare come le api. Ciao presidente, a nome di tutti i volontari della Croce Rossa di Follonica». —
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