Sicurezza
Fra duna e battigia, che resti solo la vita
Uno dei classici segni dell’estate sono le spiagge, specie quelle molto lunghe e larghe, punteggiate ovunque di rifiuti plastici abbandonati da natanti, turisti e marittimi: bottiglie, bicchieri, resti di pic nic, tipo piatti oleosi di ex insalata di riso ormai sabbiosa, e simili.
Sono tutti materiali che poi si ritrovano in acqua – addirittura alcuni di essi usati per costruire nidi mai visti da specie animali che vivono in loco – altri diventano invece delle vere e proprie isole di plastica nel mare. Isole di plastica in cui capita ai natanti di approdare e spiaggiarsi, o che vengono addirittura prese per cibo, e ingoiate con effetti mortali.
Questi insomma sono i segnali che noi umani lasciamo dell’estate, sotto il caldo, il sole e che non dovremmo più lasciare.
Dovremmo dimenticarci della plastica, lasciarla in altri mondi… Basta con i mondi plastici, che restino sulle spiagge solo i segni della vita.
Quei segni che vedevamo la mattina presto sul mare al bagno Turolla appena ci avventuravamo verso le onde: piante, fiori, i sottili angoli lasciati dallo zampettare di gabbiani, garzotte e di altri piccoli uccelli che vivono tra le dune e la battigia. Là dove vivono da sempre e dove, gli auguriamo, vivranno ancora per molto senza l’assedio della plastica lasciata dagli umani.
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