Il Tirreno

Grosseto

«Cara giunta, ricordati che le scelte urbanistiche incidono sulla sicurezza»

I consiglieri Pd e Lista Mascagni
«Cara giunta, ricordati che le scelte urbanistiche incidono sulla sicurezza»

Pd e Lista Mascagni riaccendono i riflettori sulle varianti in discussione Per l’opposizione nuovi quartieri equivalgono a più aree da sorvegliare 

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L’intervento /2

Con le importanti inaugurazioni di questi mesi (ponte sull’Ombrone, illuminazione delle Mura, Chelliana…) la giunta comunale ha mostrato di privilegiare il tratto della continuità amministrativa dando seguito a idee o solo pensate o progettate e finanziate dalle precedenti amministrazioni. L’idea di città che è sottesa alle varianti urbanistiche che verranno portate in consiglio comunale il 5 luglio è invece tutta e solo di questa amministrazione: ed è una delle prime che mostrano per intero cosa pensa la destra grossetana di questa città. Essa potrebbe riassumersi così: espandere la città verso il mare e verso il Parco della Maremma, realizzando quartieri (anche di seconde case) su aree agricole e costruire poli commerciali. Si tratta di un’idea che peraltro la giunta comunale e l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi si sono ben visti dal raccontare alla città, se è vero come è vero che è stata l’opposizione a svelarla a marzo. Ne è seguito un dibattito che ha coinvolto associazioni ed esperti, purtroppo ignorato dall’amministrazione.

Perché decisioni così importanti sono assunte al di fuori della pianificazione urbanistica ordinaria? Desta perplessità che tali importanti decisioni vengano adottate in tutta fretta, senza attendere l’imminente Piano operativo, che è lo strumento per pianificare le nuove esigenze della città.

È perciò sorprendente che la giunta e l’assessore all’urbanistica, alla vigilia di una simile stagione, sottraggano alla discussione e alla partecipazione connesse all’adozione di uno strumento pianificatorio scelte rilevanti per il territorio anticipandole e imponendole in via frammentata con una serie di varianti, modalità talmente impropria che ha ricevuto anche formali censure dalla Regione. Non sarebbe meglio puntare sulla rigenerazione urbana piuttosto che sul consumo di suolo? A cosa serve promuovere bei convegni come quello dei giorni scorsi sulla “rigenerazione urbana” se poi con gli atti urbanistici si fa l’esatto contrario?

Pianificare un grande intervento residenziale su un’area agricola, (Casalone) provocherà non solo l’effetto di compromettere le caratteristiche del territorio ma anche quello di disincentivare il recupero dell’esistente, rendendo più difficoltosa la rigenerazione di aree urbane degradate. Sarà un’occasione persa: ingenti risorse che invece di distribuirsi tra i quartieri cittadini andranno a collocarsi in un nuovo margine della città. Per non parlare degli effetti su un mercato immobiliare già caratterizzato da una sovrabbondante offerta.

C’è bisogno di nuovi poli commerciali? La Giunta e l’assessore all’urbanistica, con la variante commerciale (leggi variante Conad, ndr), ci stanno rispondendo di sì eppure i dati ci dicono il contrario e ci parlano di un mercato saturo. Aumentare le superfici commerciali metterebbe in ginocchio i piccoli e medi esercizi che ancora resistono.

E veniamo alle conseguenze sul resto della città. La creazione di nuovi quartieri senza che vi sia un effettivo fabbisogno residenziale e l’aumento di poli commerciali ai margini della città non sono scelte a costo zero: aumenteranno le aree da controllare, i servizi da erogare e le strade da mantenere, per la qual cosa l’amministrazione già ora è in evidente difficoltà; ci saranno meno investimenti per manutenzione e recupero dentro la città.

Sarà reso più fragile il centro storico che si prova a rianimare grazie a idee e finanziamenti regionali come il Pop Up Lab e si marginalizza sempre più con scelte come queste. A tale riguardo verrebbe da ricordare alla Giunta, che tante promesse ha fatto in tema di sicurezza, che la sicurezza urbana passa anche (e forse soprattutto) dalle scelte urbanistiche. E scelte urbanistiche sbagliate finiranno per aumentare il rischio di insicurezza.

Molte amministrazioni hanno messo al vertice delle politiche urbanistiche la riduzione del consumo di suolo e la rigenerazione urbana. A Grosseto la giunta comunale e l’assessore all’urbanistica marciano compatti nella direzione opposta, proponendo una vecchia urbanistica con vecchie modalità tipiche della speculazione degli Anni ’60: questa città non ne ha bisogno.

I consiglieri Pd

e Lista Mascagni

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