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Braccio di ferro Cerboni-sindacati

Gabriele Baldanzi
Braccio di ferro Cerboni-sindacati

L’assessore al personale è accusato di ledere i lavoratori  «Tira dritto e disattende i princìpi sconfinando nei ruoli»

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Da tempo c’è un braccio di ferro in corso tra l’assessore al personale del Comune di Grosseto Giacomo Cerboni, i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e la rsu.

L’oggetto del contendere non è facile da definire. Cerboni viene accusato di «azioni intromissive in ambiti che non gli competono, con l’obiettivo di saltare la rappresentanza sindacale, affievolirne il ruolo, toccare direttamente il personale, condizionandolo». Nei giorni scorsi Cerboni aveva trasmesso una mail ai 500 dipendenti comunali con la quale, dando seguito a una precedente riunione del 24 gennaio, si invitava il personale a partecipare a un nuovo incontro previsto per martedì 25 giugno (alle 17) nell’aula magna del Polo universitario; un confronto che si è puntualmente tenuto e che Cerboni definisce, al telefono con Il Tirreno, «molto costruttivo». All’ordine del giorno il nuovo orario di lavoro, il contratto collettivo integrativo e le progressioni orizzontali. In un primo momento i sindacati, invitati solo 4 giorni prima, avevano affermato di non voler partecipare alla riunione, considerata «lesiva delle buone e corrette relazioni sindacali». Cerboni presentava questo momento di discussione – occhi negli occhi – come un’assemblea, termine improprio perché solo le organizzazioni sindacali possono convocare assemblee dei dipendenti. Da qui, a cascata, una serie di problemi connessi alla classificazione del tempo occorrente, la gestione degli uffici aperti al pubblico e altro ancora. Alla fine, però, l’atteso faccia a faccia si è svolto con i sindacati presenti e una buona adesione dei dipendenti. «L’assessore – spiegano Cgil, Cisl e Uil – tira dritto in quello che a noi pare un atteggiamento antisindacale, per inappropriatezza, travisamento e sconfinamento dei ruoli. È il dirigente, infatti, e solo lui, che nell’ambito delle leggi e degli atti organizzativi è chiamato ad adottare misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro, nel rispetto di una serie di principi che Cerboni ha preso a disattendere. Gli organi di governo devono esercitare le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi e i programmi da attuare, che è cosa diversa dal convocare “assemblee” con il personale, mettendo come punti all’ordine del giorno gli istituti contrattuali e altri aspetti di esclusivo confronto tra il datore di lavoro (il dirigente) e i sindacati».

Le organizzazioni sindacali e la rsu hanno presentato di recente all’amministrazione una piattaforma contrattuale per il 2019-2020 (non ancora chiusa), dopo averla condivisa con gli iscritti e con i dipendenti dell’ente. «Chiedevamo semplicemente di svolgere l’incontro in un secondo momento – scrivono Salvatore Gallotta (Cgil Fp) e Simona Piccini (Cisl Fp) – un momento successivo alla conclusione della trattativa e alla firma almeno della preintesa sul contratto decentrato». Cerboni in pratica è accusato, per le sue intromissioni, di ledere i singoli lavoratori che “devono” essere rappresentati dal sindacato nei loro interessi e aspettative e per questo motivo partirà una denuncia, la prossima settimana, per comportamento antisindacale. «Dobbiamo tutelare l’integrità e la dignità sindacale – conclude la Uil – nonché quella dei lavoratori, prevista dalla legge e dalla contrattualistica». —

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