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Peschereccio incagliato, emergenza finita

Antonella Danesi
Peschereccio incagliato, emergenza finita

L’imbarcazione argentarina aveva sbattuto sugli scogli dell’isola protetta. Recuperati migliaia di litri tra gasolio e olii

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MONTE ARGENTARIO. A Montecristo è cessata l’emergenza ambientale provocata dal motopeschereccio di Monte Argentario Bora Bora, che il 12 giugno si era incagliato contro gli scogli dell’isola, gioiello naturale del Parco nazionale.

Giovedì sono state ultimate le operazioni di svuotamento di olii e carburante a bordo del peschereccio. E ieri pomeriggio a Marciana Marina (isola d’Elba) i dettagli dell’intervento sono stati illustrati dal Direttore marittimo della Guardia Costiera della Toscana Contrammiraglio Giuseppe Tarzia e dal presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano Giampiero Sammuri.

«Quello che ci ha preoccupato fin da subito – ha spiegato Tarzia - erano gli olii e il carburante presenti nei serbatoi della barca che potevano depositarsi sul fondale marino di un habitat incontaminato. Dovevamo evitare quello che poteva essere un vero e proprio disastro ambientale per Montecristo e per l’arcipelago».

La Direzione Marittima di Livorno è stata in costante contatto con il Parco nazionale dell’Arcipelago e ha seguito e coordinato le operazioni. La stima è che fossero presenti 6mila litri di liquidi nei serbatoi del peschereccio argentarino, risultato a una più attenta verifica molto vecchio ed, essendo in legno, completamente marcio. Questo ha cambiato lo scenario del recupero che avrebbe dovuto essere fatto domenica scorsa ma che ha richiesto un cambio di piano. Vista la precarietà della struttura dello scafo sono stati utilizzati i mezzi altamente specializzati della società Castalia autorizzati del ministero dell’Ambiente. Giovedì hanno recuperato circa 2mila litri tra gasolio e olii conservati a bordo del Bora Bora affondata a pochi metri dall’isola di Montecristo, dichiarando cessata l’emergenza. «Ringrazio la Capitaneria e la direzione marittima per la vicinanza e il lavoro fatto – dice Giampiero Sammuri, presidente del Parco – Eravamo molto preoccupati oltre che per il possibile inquinamento anche per un’altra ragione. Da sette anni abbiamo eliminato i ratti dall’isola e ora vedendo le condizioni e il materiale del peschereccio, il legno, abbiamo temuto che ci fossero ratti a bordo, che potevano vanificare i risultati ottenuti in questi anni se fossero riusciti a raggiungere l’isola. Ad oggi invece ogni pericolo sembra cessato e ogni danno ambientale è stato scongiurato». È stato messo un cordone sanitario anche sulla costa prospiciente per evitare ogni possibilità di accesso a questi animali. È anche in fase di rielaborazione un nuovo piano per la rimozione integrale del peschereccio ed è stata avviata l’inchiesta per stabilire le cause e i conseguenti aspetti penali che hanno portato all’incagliamento del peschereccio. Una vicenda che si è conclusa nel migliore dei modi grazie anche alla vigilanza in mare che viene effettuata dalla capitaneria di Porto e che sarà rafforzata grazie a una convenzione sottoscritta a Marciana Marina, ieri tra Parco e direzione marittima della Toscana. —

Antonella Danesi

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