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Frantoio o caseificio? Cinque milioni di euro per chi vuole investire

Giovanna Mezzana

Il Distretto rurale ha lanciato un avviso per gli agricoltori Ecco chi può farsi avanti per ottenere finanziamenti

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C’è un’opportunità da cogliere al volo per gli imprenditori agricoli maremmani che vogliono investire nella propria azienda: per esempio, realizzando un caseificio o un frantoio per chiudere il ciclo della produzione. Con un bando dedicato ai Programmi Integrati di Distretto – il Pid Agroalimentare 2019 – la Regione Toscana ha messo sul piatto 5 milioni di euro per i distretti del Granducato: c’è tempo fino al 23 luglio per presentare il proprio progetto al Distretto rurale della Toscana del sud che raccoglierà organicamente tutti i “piani d’impresa” e li presenterà – entro il 30 settembre – al vaglio della Regione; nel giro di 60-90 giorni, Firenze stilerà la graduatoria e deciderà quale dei sette distretti toscani premiare con la dotazione economica. «La speranza è che i 5 milioni di euro giungano in Maremma – auspica Enrico Rabazzi, presidente dell’Assemblea Distretto rurale della Toscana del sud – Attiverebbero investimenti per dodici-tredici milioni di euro complessivi».

l’identikit

Del Distretto rurale della Toscana sud fanno parte 14 Comuni grossetani, 17 senesi, due aretini, uno livornese; capofila è la Camera di commercio della Maremma e del Tirreno. Compito del Distretto è: coordinare e sostenere gli imprenditori agricoli nell’attrazione di investimenti che siano in grado di incidere nella crescita dell’intera filiera. Ed è in questo solco che si colloca il lancio di un avviso – con scadenza, appunto, il 23 luglio – con cui il Distretto individuerà gli imprenditori agricoli che si candidano a partecipare al bando regionale Pid Agroalimentare 2019. Di questa chance si parlerà il 2 luglio alle 10 nella sede grossetana della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.

chi si può fare avanti

All’avviso del Distretto possono partecipare le imprese agricole e della trasformazione agroalimentare. Una sorta di corsia preferenziale è riservata a quegli imprenditori che nel 2017 si erano fatti avanti – raccogliendo una sollecitazione della Regione – e avevano manifestato interesse a presentare al ministero dell’agricoltura un contratto di Distretto per lo sviluppo del settore agroalimentare e agroindustriale della Toscana del Sud, ma che poi erano rimasti a bocca asciutta perché i benefici governativi avevano “baciato” altri Distretti del Belpaese.

occhio ai limiti

La Regione ha predisposto il bando e il Distretto rurale della Toscana sud con il proprio avviso si è dato delle regole ulteriori individuando i requisiti che i progetti degli imprenditori agricoli devono avere, pena l’esclusione. Il progetto di un’azienda agricola deve prevedere un investimento minimo di 100mila euro; il progetto di un’impresa della trasformazione agroalimentare deve prevedere un investimento di almeno 250mila euro e non oltre 1 milione e 200mila euro. L’idea d’impresa deve essere inoltre immediatamente cantierabile: per esempio, se si ha in mente di realizzare un frantoio è necessario essere già in possesso delle concessioni edilizie (i cui nulla osta richiedono notoriamente tempi lunghi). Chi si fa avanti, inoltre, deve dimostrare di essere solvibile. Non solo: gli imprenditori che si erano candidati nel 2017 con le proprie progettualità preliminari possono candidarsi solo nel caso in cui non abbiano ancora messo mano alla realizzazione del loro progetto.

i “segmenti” clou

All’avviso possono partecipare le aziende agricole e della trasformazione alimentare ma ci sono segmenti per cui l’avviso del Distretto è stato “tarato”: il comparto ovi-caprino, per esempio, quello bovino della carne, l’olivicoltura. —

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