Sicurezza
Anche Grosseto mette al bando la plastica usa e getta Si parte dai bagnetti
Obbligo da dicembre, ma l’assessora invita a iniziare subito Spinta sulla differenziata con sconti sulla Tari per i virtuosi
. Il Comune di Grosseto dichiara guerra alla plastica usa e getta e si prepara a vietarne l’uso su tutto il territorio. L’amministrazione si unisce alla schiera di Comuni che hanno deciso di anticipare di oltre un anno la direttiva europea 904 del 2019 che dal 31 luglio 2021 mette al bando la plastica.
Nel territorio comunale il divieto scatterà dal 31 dicembre 2019, ma sarà dettato in un’ordinanza che verrà emanata già nel prossimo mese di luglio – dopo il 10 – in modo da dare ai commercianti e ai privati qualche mese per smaltire le scorte di piatti, bicchieri e posate di plastica.
Saranno proprio questi i prodotti che dovranno sparire dalla circolazione. Per la precisione l’ordinanza ne vieterà l’uso e la commercializzazione. Al bando anche cannucce, agitatori per bevande, aste per palloncini, tazze in polistirene espanso e relativi coperchi, contenitori di plastica per alimenti.
Tutti questi prodotti saranno banditi da locali pubblici, ristoranti e sagre, ma anche i privati cittadini non li potranno usare. Al loro posto dovranno essere usati gli stessi oggetti ma in materiale compostabile, che può cioè essere gettato nel bidone dell’umido e riciclato.
L’annuncio è stato dato ieri mattina dall’assessora all’ambiente Simona Petrucci in un incontro a Marina di Grosseto organizzato insieme a Fiba Confesercenti, rappresentata da Simone Guerrini, e al quale hanno partecipato anche Alessandro Bisdomini, funzionario dell’ufficio ambiente del Comune, Francesca Pettini, avvocata del Comune, la presidente di Confesercenti Gloria Faragli. tra il pubblico, alcuni gestori, il presidente dell’associazione balneari di Marina Alessandro Beri, il Porto della Maremma.
Non è un caso che l’annuncio sia partito in un incontro con gli stabilimenti balneari.
Già la Regione Toscana nelle scorse settimane ha firmato con Anci e le associazioni balneari un protocollo che anticipa a quest’anno la direttiva europea sul plastic free (senza plastica). In questa battaglia di civiltà il primo a scendere in campo nel Grossetano è stato il Comune di Castiglione della Pescaia.
Il capoluogo, dal canto suo, non vuole restare indietro e, oltre a bandire la plastica usa e getta, è pronto ad avviare una serie di azioni per incrementare la raccolta differenziata – che proprio a Marina è debolissima –, in particolare della plastica derivata dalle bottiglie d’acqua, che al momento non sono contemplate tra i prodotti banditi dall’Europa, dalla Regione e dal Comune.
«Grosseto ha tardato nell’ordinanza perché alcune aziende si sono rivolte al Comune preoccupate di avere danni per migliaia di euro per materiali nei magazzini acquistati già dall’anno scorso» spiega Petrucci.
L’ordinanza dà comunque il tempo per smaltire le scorte e la speranza dell’assessora è che non serva attendere sei mesi. «Anche se l’obbligo scatta dal 31 dicembre io vorrei che già da agosto si usassero stoviglie biocompostabili. Sarebbe un segnale molto importante che il territorio darebbe, ancora prima che vi sia un obbligo», dice Petrucci. Per farlo occorre il contributo di tutti i bagnetti a cui Petrucci rivolge un appello alla collaborazione.
Un contributo importante il Comune lo ha trovato in Conad, che ritirerà, dagli stabilimenti che lo vorranno, prodotti di plastica dal valore di 200 euro a stabilimento, e darà indietro prodotti eco, per un investimento complessivo di 15mila euro. Un impegno per il quale Conad ha ricevuto il ringraziamento, oltre che di Petrucci, anche del sindaco.
Quanto alla differenziata. «nel mese di maggio – spiega Petrucci – abbiamo raggiunto il 43,8 per cento di differenziata, ma a Marina questa percentuale si ferma al 33 per cento e questo abbassa di diversi punti il risultato generale». Questo comporta un aumento dell’ecotassa, oggi a 600mila euro «ma che arriverà a 2 milioni di euro nel 2021 se non si inverte la rotta – dice l’assessora –.Trecento tonnellate di plastica in meno al mese sono per il Comune un risparmio di 600mila euro nel servizio di raccolta e smaltimento».
Per convincere i bagni a darsi da fare differenziando i rifiuti, il Comune premierà i più virtuosi – come già avviene per le sagre – con sconti sulla Tari che, per il migliore di tutti, significherà l’abbattimento totale della tariffa. Un bell’aiuto dato che per uno stabilimento la Tari si aggira oggi sui 10mila euro all’anno. —
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