Sicurezza
Nel regno di Gramineta dove tutto è bio
Il tour del Tirreno fa tappa a Roccastrada, nell’azienda che ha cinque etichette di punta e produce anche olio Igp
roccastrada. La terza tappa del viaggio del Tirreno nelle eccellenze enologiche della provincia di Grosseto, con le aziende del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, arriva a Roccastrada, all’azienda agricola Gramineta, di Alberto Checcucci e Silvia Viola. Circa 30 ettari, certificati per la produzione biologica: tre di vigneto, per lo più Sangiovese, cui si aggiungono Syrah, Merlot e Vermentino; 1,5 ettari di olivi per la produzione di olio Igp Toscana; una parte coltivata a peschi, il restante bosco e semenza, secondo la rotazione prevista per la produzione biologica. Cinque le etichette: Gramineta Rosso Doc, il vino di punta (80% Sangiovese e 20 Merlot); Litiano Rosso Doc (Sangiovese in purezza), Alasco Rosso Doc (60% Sangiovese e 40 Merlot), Brusio, Vermentino di Maremma Doc, infine Brio Rosè Doc, l’ultimo arrivato, ottenuto da Sangiovese in purezza, in criomacerazione. La produzione si aggira sulle 40mila bottiglie all’anno, destinate al mercato italiano (parte in vendita diretta) e per il 40%, all’estero, in particolare Giappone, Cina, Singapore, Russia, Danimarca e Svezia.
L’azienda è socia del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, nato nel 2014, dopo il conferimento della Doc, per promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, oltre a dedicarsi alla tutela del marchio e all’assistenza sulle normative che regolano il settore. Ne fanno parte 313 aziende di cui 90 “verticali” – che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini – per una produzione totale annua di circa 6 milioni di bottiglie. Il Consorzio, dal 2018 sotto la guida di Francesco Mazzei e opera nell’intera provincia di Grosseto. La Doc Maremma Toscana si conferma al quarto posto tra le Dop toscane, per superficie vitata, dopo Chianti, Chianti Classico e Brunello. —
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